Una grande sete di spazi aperti
La nostra passione di esploratori di spazi già esplorati
I mesi appena trascorsi perlopiù tra le mura domestiche, ci lasciano una grande sete di spazi aperti. Ora più che mai sentiamo il richiamo per quelle montagne che da sempre ci attirano, ma un interrogativo si pone: “Cosa cambierà?”. Sicuramente qualcosa è cambiato dentro di noi, non fosse per la maggiore consapevolezza della nostra fragilità, che sovente abbiamo provato a livello personale al cospetto della maestosità della natura, e che questa epidemia ci ha fatto provare per la prima volta a livello di collettività. Ma questa è l’occasione unica per produrre un cambiamento nei nostri comportamenti.

Il tempo sospeso della quarantena deve riappropriarci del senso e dell’importanza del tempo. Dobbiamo provare a immaginare una frequentazione della montagna, meno fuggitiva, anche meno occasionale, ma più meditata, preparata e consapevole. Dobbiamo prenderci il tempo per dormire in montagna, anche se non è strettamente necessario, per l’importanza di quei momenti di apparente inattività la sera e la mattina, momenti di riflessione, di sedimentazione delle esperienze.
Dobbiamo programmare escursioni di più giorni e itinerari di lunga percorrenza, perché la scoperta dei paesaggi sia lenta e consapevole e non un lampo visto dal finestrino di un’auto. Dobbiamo tornare a quella semplicità e sobrietà che è insita nella vita di montagna, esplorare le montagne meno note, ma per questo non meno affascinanti. Tutto questo ci riporterà a un rapporto più vero, più sincero, con la nostra passione di esploratori di spazi già esplorati, di viaggiatori senza una meta, se non quella della bellezza che ci dà il benessere.
Con un approccio diverso, potremo, quasi senza renderci conto, avere anche un approccio più attento all’ambiente, agli abitanti, alle culture e perché no alle economie delle montagne. È proprio a questo che il Club Alpino Italiano sta lavorando, con i propri mezzi e soprattutto con la consapevolezza dei propri Soci, perché la ripartenza possa essere una ripartenza con una marcia diversa e con una meta diversa e non semplicemente il riprendere da dove si era interrotto. In particolare con un ulteriore rilancio del progetto del Sentiero Italia CAI, che non ha solo valenza escursionistica, ma anche e soprattutto valenza di promozione dei territori, appunto di quei territori meno noti, delle loro genti, dei loro prodotti, delle loro tradizioni. In questo investiremo in termini di denaro e soprattutto di energie, convinti che davvero possa rappresentare un grande abbraccio ideale per tutte le montagne italiane. Se un cambiamento sarà davvero possibile dipenderà da quanto ognuno di noi avrà voglia e pazienza di interrogarsi e chiedersi cosa di diverso può fare per un approccio più coerente con le immense bellezze delle montagne.