Ragazze del novecento
Oggi 31 maggio ricorre il centesimo compleanno della signora Iolanda Falcioni ospite della casa di riposo Gabriele Garbagni di Vanzone. E’ nata a Cuzzego, (alle undici mentre sua mamma stava girando la polenta dice ridendo) frazione del Comune di Beura - Cardezza nella primavera del 1924, e da allora attraversando tutto il novecento si è affacciata in buona salute al terzo millennio.
Ultima di un fratello e due sorelle è cresciuta, con il padre emigrato in America, in una famiglia matriarcale all’ombra della madre Maddalena Scesa, primogenita, che si occupava del commercio di animali da carne insieme ai suoi otto fratelli.
Dopo l’adolescenza i ricordi, ancora vividi, la riportano alla chiatta sulla quale saliva per attraversare il fiume Toce a Beura fluttuando fino a Villadossola dove lavorava alle Distillerie Italiane per la produzione di carburo di calcio precursore dell’acetilene.
Dopo la guerra si unisce in matrimonio con Bruno Giovannone originario di Castiglione stabilendosi nel piccolo paese anzaschino. Iolanda è una donna determinata e intraprendente e subito trova occupazione presso la “Trattoria Scagni (ora Bar del Moro) che funge da alberghetto con annessa macelleria, negozio e biglietteria per le Autolinee Moalli.
Dopo la cessione dell’esercizio commerciale, forte dell’esperienza maturata, viene impiegata al dopolavoro ENAL, eredità dell’istituzione fascista OND (Opera Nazionale Dopolavoro) dove rimane per undici anni fino ai primi anni ottanta. Durante questo periodo nel 1978, l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori viene soppresso ; i soci castiglionesi decidono con un assemblea di aderire all’ARCI. In questo mondo maschile spesso esacerbato dall’abuso di alcool che spinge ad alzare la voce al limite della rissa, Iolanda non si lascia intimorire.
Lei stessa racconta che più di una volta interviene a sedare liti cacciando senza remore i più esagitati. Dopo la morte del marito di appena sessant’anni nel 1980, lavora ancora qualche anno e in seguito si ritira godendosi la sua bella casetta. Da tre anni è ospite della casa di riposo di Vanzone dove l’abbiamo incontrata il 27 maggio scorso. Lo stesso giorno di otto anni fa Maria Ricci, originaria di Roma (ricordava i bombardamenti su Ostia) festeggiava a Valbianca i cento anni. Per il comune di Calasca Castiglione il succedersi di questi compleanni secolari, declinati al femminile, è un accadimento oramai rodato perché nel 2013 tra i suoi cittadini annoverava ben tre centenarie: Lidia Adobati, Martina Mezzadonna e Massima Marazza che quell’anno ne compiva 102.
Queste ultime donne non ci sono più, e non vogliamo rubare lo scettro al paese sardo di Perdasdefogu dove ci sono più centenari in rapporto alla popolazione, ma siamo sulla buona strada.