Fernando Danini
A Bieno si sono svolti i funerali di Fernando Danini, 74 anni, guida alpina emerita. “Il Nando” era la guida della Val Grande per antonomasia.
Di lui Teresio Valsesia ha scritto: «Per la sua lunga attività si è guadagnato l’appellativo di ”Guida della Val Grande” poiché conosce ogni angolo del Parco Nazionale. Un bagaglio prezioso, recuperato dalla memoria degli anziani, che era sepolta fra queste montagne marginali e selvagge. «Sin da bambino, abitando a Bieno, ho avvertito l’impulso di guardare oltre le catene che chiudevano l’orizzonte con il Rosa e il Mischabel».
Dopo aver frequentato i corsi di alpinismo del Cai Intra diretti da Tino Micotti, eccolo superare quelli di guida alpina, sollecitato da Achille Montani.
Con l’amico Paolo Bogo ha compiuto la prima salita invernale della parete est del Pedum (2111 m): 6 ore di scalata, 12 di avvicinamento più il ritorno a valle, dal 26 al 28 dicembre 1971.
Con Adriano Gardin, Paolo Bogo e Achille Montani ha effettuato la prima salita invernale della Zumstein, questi alcuni passaggi allora scritti da Adriano Gardin: «La Zumstein è l’ultima parete fra quelle del Rosa ancora inviolata d’inverno. Il 19 dicembre 1972, alle 8 di sera, ci troviamo a Pecetto, io, Gian Paolo Bogo, Achille Montani e Nando Danini, i miei compagni di cordata, giovani forti, allenati ed esperti alpinisti. Curvi sotto pesanti zaini, ci avviamo verso il rifugio Zamboni dove il custode Erminio Ranzoni ci ha preceduti, risparmiandoci così la fatica di tracciare la pista… ai primi pericoli, rappresentati dai crepacci, ci leghiamo: io con Achille e Nando con Gian Paolo. Formiamo così due cordate distinte e ci alterneremo al comando dividendoci i compiti, e quindi la fatica. Achille e Nando dovranno vedersela con le difficoltà su roccia, mentre Gian Paolo ed io ce la sbrigheremo sul ghiaccio… dopo due notti in parete ci mettiamo cinque ore per risalire gli ultimi trecento metri… Sono le 22, quando finalmente calpestiamo la neve in prossimità della Croce a 4560 m. di altitudine. Cinque ore per compiere gli ultimi 300 metri! Ma sono stati i più duri di tutta la salita».
Nando Danini è stato tra i fondatori della stazione Valgrande del Soccorso Alpino e lui rammentava: «In Valgrande ci vuole la massima prudenza perché queste sono montagne fuori dal mondo e in molti posti non c’è neppure la copertura per il cellulare».