"O" come Ossolani
Dal 4 al 7 settembre si svolgerà la mostra fotografica, “O come Ossolani” di Francesca Rossi, al Chioschetto del Parchetto di Villadossola (orario: 15-21, ingresso libero).
L’inaugurazione si terrà venerdì 4 settembre a partire dalle 17.30, presentata da Giuseppe Possa, con visita alle opere esposte ed esplicazioni delle istantanee da parte dell’autrice; letture di poesie in dialetto a cura di Rosanna Ramoni di Villette, che reciterà, oltre a due sue poesie, alcune liriche del Torototela e del Tami, accompagnate dalla musica del fisarmonicista Gabriele Viscardi, che proseguirà poi suonando diverse canzoni popolari.
Sarà un piacevole e interessante momento culturale, coi protagonisti vestiti nei costumi tradizionali dei rispettivi paesi e con la presenza di alcune donne del Gruppo Arsciol di Vagna con Assunta Vescio e dell’accademia dei Runditt di Malesco con Laura Minacci. Ma come è nato il progetto? Francesca Rossi scrive: «O come Ossolani nasce per caso, dalla voglia di fare conoscere ai forestieri e riscoprire agli ossolani la nostra bella Valle attraverso i suoi volti e le loro storie di vita collegate. Un progetto nato dalla voglia di reagire a tutto ciò che ci sta accadendo intorno, sapendo reinventarsi e creare opportunità anche nei momenti più bui. Quest'idea è stata portata avanti e ha raggiunto varie persone tutto grazie al passaparola e al buon uso delle reti sociali. Ho potuto rivedere il mio territorio sotto un occhio più umano e mi sono ancora più convinta che la scoperta di nuove terre e lidi da esplorare può cominciare a pochi chilometri di distanza dalla propria casa. Molti appassionati di fotografia storceranno il naso quando confesserò d'avere scattato queste foto con un banalissimo cellulare, ho volutamente desiderato utilizzato uno strumento d'uso quotidiano per cercare di farlo vedere sotto una luce diversa. Per questioni di spazio in questa mostra non sono riuscita a raccogliere tutte le storie, che spero vedranno la luce sulle pagine bianche e candide di un libro. Sicuramente ho commesso degli errori, ma spero che traspaia il mio amore per quest'angolo di mondo conteso tra cielo e terra. Un grazie dal profondo del mio cuore a tutti coloro che hanno reso possibile concretizzare questo sogno. Il mio racconto fotografico abbraccia il passato con gli spazzacamini vigezzini, le donne maleschesi che preparano i Runditt, i Walser di Macugnaga e Formazza, le signore antronesi con l'arte del puncetto, i vari gruppi folkloristici sparsi nella Valle; ma anche guardo al presente con giovani artisti ossolani under 30. milanesi di nascita che però hanno trovato in Ossola una seconda opportunità, realtà imprenditoriali e artisti di strada».
Nella mostra spiccano belle immagini di ragazze e donne walser di Macugnaga.