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Note di solidarietà: storia della Fanfara dei Bersaglieri Valdossola

Una realtà affermata e sempre apprezzata dalle comunità delle nostre valli è la Fanfara dei Bersaglieri Valdossola, la cui storia inizia nel 1988 da un gruppo di amici ritornati dal congedo, “eravamo una decina quando, per gioco e per divertimento, abbiamo esordito a una serata di carnevale a Montecrestese”, spiega Guido Tomà capo fanfara, il quale oltre a dirigerla ne cura la forma, la divisa e tutto ciò che è legato al comportamento dei suoi bersaglieri.

“Con il passare del tempo sono aumentate le prove e inizialmente suonavamo, una volta all’anno, per Telethon con l’obiettivo di devolvere il ricavato in beneficenza, successivamente è intervenuto Augusto Prelli (storico fiorista di Via Galletti Ndr) che da orgoglioso bersagliere in congedo ha acquistato per il gruppo gli anfibi.”, precisa Guido, “Primo capo fanfara è stato Roberto Rezzonico e poi Germano Panziera, che suona tutt’ora con noi”.

L’anno di svolta per loro è stato il 2006 quando i componenti hanno deciso di costituire ufficialmente l’Associazione Culturale Fanfara Bersaglieri Valdossola, poiché raggruppava i musicanti ossolani. Da quel momento il Presidente è il bersagliere Ottavio Manzini.

“Nel 2010 ci siamo esibiti in Germania in una Musikparade, un evento organizzato per le bande musicali militari del mondo e lo stesso è accaduto in Norvegia, mentre in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia abbiamo suonato al parlamento europeo di Strasburgo dove, al termine del concerto, all’esterno del palazzo, abbiamo eseguito dei brani per gli onorevoli. Quando terminiamo “Il silenzio fuori ordinanza” è mia abitudine girarmi sull’attenti per ringraziare il pubblico”, spiega Guido, “e in quell’occasione mi sono ritrovato a pochi centimetri da Iva Zanicchi con le lacrime agli occhi, la quale mi ha detto che suo nonno era stato bersagliere. In quel momento ho pensato che una donna come lei ha avuto tantissime esperienze e noi l’abbiamo fatta commuovere. Alla mia domanda di scattare una foto con lei mi ha risposto: ‘Sono io che faccio la foto con voi’ e poi abbiamo festeggiato insieme”. 

Un impegno e una presenza così costante sul territorio è stata arricchita da tanti aneddoti, come “nel 2018 quando, durante l’arrivo del Giro d’Italia a Cervinia, prima di partire, ci ha superato un gruppo di ciclisti vestiti d’azzurro con un signore anziano in testa, il quale vedendomi mi ha urlato di aspettarlo e di non scappare, perché anche lui era stato bersagliere e ci teneva a scattare qualche foto. Quando si è avvicinato abbiamo riconosciuto immediatamente Francesco Moser, che ci ha chiesto di prestargli un cappello”.

Ora la Fanfara conta circa 30 bersaglieri e qualche giovane, “non essendoci più la leva è diventato un problema. Chi vuole entrare è sempre il benvenuto ma occorre seguire una formazione che comprende il correre, il marciare e il suonare in una certa maniera. I nostri sono giovani molto motivati soprattutto nel post servizio” scherza Guido, il quale tiene a precisare che i “suoi bersaglieri” hanno individuato in Simone Matli, originario di Premia, un bravo musicista con personalità e carisma e per questa ragione è Vicecapo fanfara, “avere un possibile successore significa avere una continuità. Per me è un motivo di orgoglio aver fatto crescere qualcuno e quando dovrò smettere ci sarà un’altra persona a prendere il mio posto”.

Il divertimento, l’amicizia e la complicità si intrecciano con i valori della solidarietà e della beneficenza “nasciamo con questi obiettivi e tutto è iniziato durante il terremoto dell’Aquila. Abbiamo organizzato un concerto e il ricavato, oltre a quello che avevamo in cassa, lo abbiamo portato con un assegno al sindaco di Barisciano dove, accompagnati da lui in zona rossa, sono state  individuate delle famiglie da aiutare, così da quella volta è stato organizzato un concerto solidale e annuale. L’anno scorso dopo il concerto di Crodo abbiamo devoluto l’incasso alla banda musicale e all’associazione “Uno sguardo…Un aiuto” e anche durante la pandemia la Fondazione Comunitaria ha indetto un bando, così abbiamo deciso di partecipare come Fanfara e ogni componente si è autotassato a seconda delle proprie disponibilità”. 

L’ultimo gesto di beneficenza dei bersaglieri Valdossola è stato quello di organizzare, a fine 2025, il tradizionale concerto per acquistare un macchinario per il pavimento pelvico da donare all’Ospedale San Biagio di Domodossola.

“Tutti i membri provengono dalle bande locali che promuovono la cultura musicale dei nostri paesi, perché organizzano corsi per bambini, ragazzi e adulti e per questo motivo calendarizziamo i nostri servizi in base ai loro, così da non sovrapporci e ostacolare i diversi sodalizi. Sarebbe un peccato portar via giovani a un’associazione che li ha cresciuti per anni”.

Ad oggi la Fanfara Bersaglieri Valdossola è simbolo di impegno sociale per la gente delle nostre valli ed è apprezzata per i valori incarnati dalla divisa che indossa. 

La Fanfara con il suo più grande sostenitore, Andrea Cappelletti

La Fanfara con il suo più grande sostenitore, Andrea Cappelletti

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