Documentario “Acqua Dolce” sull'Isola dei Pescatori
Per una notte, il borgo sospeso nel Golfo Borromeo si è trasformato in un “set” a cielo aperto dove luci, cinema e cucina di lago hanno condiviso lo stesso palcoscenico. Giovedì sera l’Isola dei Pescatori ha ospitato una cena di beneficenza ideata e organizzata da NBC – NaturaBenessereCultura in collaborazione con il Ristorante Italia.
La serata ha accolto rappresentanti delle istituzioni, influencer, content creator e fotografi, invitati a raccontare l’evento e l’isola attraverso i propri canali. Il programma ha scandito le diverse tappe dell’esperienza: navigazione serale tra le installazioni di Isole di Luce, tour guidato dell’isola e dell’Ecomuseo della Pesca, anteprima del docufilm “Acqua dolce – Il pescatore del Lago Maggiore” e, in chiusura, cena degustazione di pesce di lago. Una parte del ricavato della serata è stato devoluto all'Associazione non profit Progetto Orizzonti, a sostegno di progetti educativi e sociali rivolti ai giovani del Verbano-Cusio-Ossola. L’evento ha confermato la capacità del format NBC di mettere in relazione turismo, narrazione e impatto sociale, trasformando un appuntamento natalizio in un’esperienza strutturata di racconto del territorio.
Al centro della serata del 18 dicembre c’è stato il docufilm “Acqua dolce”, prodotto da NBC e girato interamente in mezzo al lago. Il cortometraggio segue Stefano Ruffoni, uno degli ultimi pescatori professionista rimasti sull’Isola dei Pescatori e titolare del Ristorante Italia.
Un’ uscita in barca dall’alba al rientro in riva: il gelo dell’inverno e il vento del mattino, le reti, le boe che affiorano, il silenzio interrotto solo dal suono dell’acqua. La pellicola non cede a nessun copione e nessun attore: solo il mestiere ripetuto giorno dopo giorno e un patrimonio di storie e tradizioni che attraversa generazioni.
«Quello della pesca più che un lavoro è una missione, tu vivi per questo», racconta Stefano nel documentario.
La sua storia personale diventa la chiave per leggere una trasformazione più ampia: la progressiva scomparsa della pesca tradizionale sul Lago Maggiore e, con essa, di un pezzo di identità collettiva dell’Isola dei Pescatori. Presentare il film proprio sull’isola, dopo la visita all’Ecomuseo della Pesca e prima della cena nel ristorante del protagonista, ha permesso agli ospiti di passare dalla scenografia luminosa alla comprensione di ciò che resta “dietro le quinte”: il lavoro, la fatica, le scelte di chi ha deciso di restare quando molti se ne andavano. L’Isola dei Pescatori è la più piccola e l’unica abitata tutto l’anno tra le Isole Borromee. Un tempo la vita del borgo ruotava quasi interamente attorno alla pesca: le barche salpavano all’alba, le reti si asciugavano sulle facciate delle case, la riva era il centro pulsante della comunità.
“Oggi il patrimonio dell’Isola rischia di scomparire”, come spiega Tommaso Airaghi di NaturaBenessereCultura. Gli abitanti stabili diminuiscono, le barche professionali sono rimaste pochissime, il mestiere tradizionale del pescatore sul Lago Maggiore rischia di essere dimenticato. La serata del 18 dicembre ha trasformato Isole di Luce da semplice evento spettacolare a dispositivo di salvaguardia: l’isola non è stata solo fotografata, ma raccontata, mettendo in primo piano il rischio concreto che tradizioni, mestieri e memorie si spengano se non trovano nuovi modi per essere condivisi.
Il turismo esperienziale di NBC. Dietro “Acqua Dolce” c’è il lavoro di NBC – NaturaBenessereCultura, progetto editoriale e culturale nato per raccontare l’Alto Piemonte attraverso libri, calendari, documentari, progetti di comunicazione e format esperienziali. Negli ultimi anni NBC ha affiancato Comuni, enti turistici, associazioni e realtà locali con iniziative che combinano storytelling, contenuti editoriali e attività sul campo. Dalla Val Bognanco, premiata con lo Swiss Tourism Award per l’innovazione nella comunicazione turistica, al Lago Maggiore, il filo conduttore è sempre lo stesso: trasformare luoghi e mestieri in storie, e le storie in esperienze accessibili. Nel caso di “Acqua Dolce”, la serata di beneficenza ha rappresentato un esempio concreto di questo approccio: non un semplice “evento a tema”, ma un percorso guidato in cui ogni momento (navigazione, visita, proiezione, cena) ha avuto una funzione narrativa precisa. Il risultato è un modello di turismo esperienziale che, oltre a generare flussi, restituisce al territorio visibilità, contenuti e risorse economiche legate a cause sociali.
Al di là delle atmosfere natalizie, “Acqua Dolce” ha mostrato come un singolo evento possa generare effetti che vanno oltre la serata stessa. Il primo dato è semplice ma significativo: in pieno inverno, un’isola abitata da poche decine di residenti si è riempita di persone arrivate.
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