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“La Buzza e la Crotta”: due modi di raccontare storie e il territorio

L’idea originale è nata da me e da Lorenzo, poi nel progetto si sono aggiunti anche Roberto, Matteo e Simone. Il nostro scopo è sempre stato quello di raccontare storie interessanti che meritano di essere ascoltate e riflettere con l’ospite su temi e argomenti diversi. Ovviamente ognuno di noi ha trovato nel podcast opportunità specifiche”, esordisce Daniele Orita.

Negli scorsi mesi in Val d’Ossola è nato “La Buzza podcast” un nome identitario per il nostro territorio, un progetto che non intende fermarsi ai confine ossolani, ma espandersi e raccogliere storie: sia con personaggi che fanno dell’ossolanità un elemento imprescindibile ma anche con coloro che non sono “nostrani”. 

Il nome del podcast è molto evocativo ed assume un significato simbolico, come la buzza che porta i sedimenti e lascia delle pietruzze su cui poter costruire: “le storie e le parole degli ospiti devono essere delle fondamenta su cui poter instaurare dei pensieri, delle discussioni e delle riflessioni, dove il flusso di parole diventa l’elemento centrale”, affermano i membri del progetto. 

“L’ ospite viene proposto da uno di noi, poi ovviamente, siamo sempre d’accordo con la scelta. È capitato che qualcuno di noi non fosse molto interessato al tema, ma poi si è ricreduto e ciò fa parte dello spirito del podcast. Ci conosciamo da 15 anni e i legami tra di noi sono saldi”, proseguono Daniele e Roberto.

Tanti gli ospiti invitati e gli aneddoti raccontati: “Chef Bartolucci dell’atelier Eurossola mi ha affascinato per la sua capacità di parlare, mentre il Senatore Enrico Borghi per la sua esperienza. Un progetto iniziato raccontando storie di amici di famiglia che ha concluso la prima stagione con un senatore e uno chef stellato. Questo testimonia la crescita del nostro progetto”, commenta Lorenzo Casarotti. 

“Per le mie passioni ho trovato estremamente interessanti i rifugisti del Crosta che hanno affrontato diversi temi, ma allo stesso tempo sono stati molto simpatici. È stata una puntata divertente e piena di contenuti” aggiunge Roberto. Per Daniele invece: “la puntata con Borghi e Stefanelli ha fatto da cesura, perché da quel momento abbiamo cercato più dialogo e siamo stati meno impostati nel fare le interviste”. Infine per Matteo dell’Orsi “tutte le puntate sono state interessanti, ma gli ospiti più giovani mi hanno particolarmente entusiasmato”. 

Dietro a ogni singola puntata e chiacchierata vi è un grande lavoro e impegno da parte dei ragazzi “soprattutto per coloro che si dedicano al montaggio e ai social. Nessuno di noi ha dei ruoli definiti all’interno della Buzza però tutti lavoriamo per poter far crescere questo progetto. Non siamo influncer, ma abbiamo portato una novità”, tengono a precisare i ragazzi. 

“Si tratta di un podcast iniziato e continuato con spirito amatoriale e anche la porzione di giornata che dedichiamo lo è. Nato come un’attività tra amici e collante tra le nostre passioni l’estate ci permetterà di capire come continuare”, concludono gli intervistati.

Le puntate possono essere viste sull'omonimo canale YouTube  

Un’altra storia e un altro progetto, quello della Crotta

 “La Crotta, chiacchiere da taverna”, è il neonato podcast valdostano o - per meglio dire usando il motto del progetto in lingua francoprovenzale - è lo podcast de no valdoten! (il podcast di noi valdostani ndr.”).
Il podcast nasce da unidea firmata Le Digourdì, compagnia teatrale e di intrattenimento audiovisivo dialettale sita nel paese di Charvensod, a due passi dalla città di Aosta. Proprio lì, a Charvensod, sorge La Crotta (la cantina” ndr.) che prende effettivamente vita allinterno di una tradizionale cantina in cui tre botti lignee, qualche sgabello, un paio di bicchieri ed alcuni microfoni costituiscono il set per una chiacchierata in allegria.
Infatti, La Crotta apre di volta in volta le sue porte ad un ospite diverso, preso dal territorio valdostano. Lintento della chiacchiera da taverna” è quello di far emergere personaggi, storie, idee, ma anche aneddoti curiosi e divertenti in un ambiente plurilingue - si dialoga in patois, italiano e francese - che sappia non prendersi mai troppo sul serio. Il progetto ha unanima generalista, dunque la cantina potrà ospitare davvero chiunque: sportivi, artigiani, giornalisti, politici, baristi...Oppure, saranno protagonisti anche più semplicemente i più curiosi personaggi del territorio, con lobiettivo di andare alla scoperta della valdostanità più autentica.

Il primo ospite accolto in cantina è stato Cesarino Cerise il quale - tra genio e sregolatezza - ha trascorso la sua vita tra il giornalismo e lo speakeraggio, calcando palcoscenici importanti come, tra gli altri, le Olimpiadi Invernali e il Giro d'Italia, ma senza mai accantonare il suo spirito più "ribelle".

A seguire è stato ospitato Giuseppe Usel, il nonno influencer”, che ci ha raccontato le mille peripezie, gli incidenti e le curiosità di una vita scandita dalla passione per l'allevamento e le Batailles des Reines.
Ad oggi, gli altri due personaggi intervistati sono Ronny Borbey, mancato prete e attuale sindaco del comune di Chavensod, e Philippe Milleret, il cantautore esplosivista dal cuore arpitano. 

Insomma, la Valle dAosta è una regione ricca di personalità, di personaggi, di storie interessanti e caratteristiche: La Crotta è qui per raccontare tutto questo! 

Le puntate sono visibili sul canale YouTube e ascoltabili sullomonimo canale Spotify.

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