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Il senso di comunità nell’ Eco delle campane d’inverno

Nella serata di Mercoledì 15 maggio circa 600 persone hanno fatto ingresso al Cinema Corso di Domodossola per vedere proiettato per la prima volta L’Eco delle campane d’inverno del regista Davide Casarotti, realizzato in collaborazione con l’ASD Val Brevettola.
Si tratta di un documentario che vuole ricordare Davide e Manuel, due giovani di Montescheno, travolti da una valanga nel gennaio 2016. In loro memoria ogni mese di luglio si corre la Val Brevettola Skyrace. 

Un titolo evocativo, legato sia alla tragedia di quel gennaio 2016, ma anche alla gara che ogni anno viene organizzata. L’eco può essere inteso come un canto o una preghiera che si diffonde nella vallata ossolana, le campane che hanno suonato a lutto per i giovani battono a festa per dare inizio alla competizione e infine l’inverno, che ritorna ciclicamente ogni anno. 
Tante persone in sala: i famigliari, gli amici di vecchia data, gli appassionati di corsa in montagna, gli abituali frequentatori della competizione, ma anche semplici curiosi. Il regista Davide Casarotti e il suo staff con questo docufilm hanno spiegato chiaramente che cosa significa per l’intera comunità di Montescheno vivere il territorio e preparare la Val Brevettola.
Un lavoro che nasce per mostrare come il paese ha saputo rielaborare un grave lutto attraverso lo sport, evidenziando il valore dell’impegno di intere generazioni. Un senso di comunità e un prezioso volontariato che vengono declinati in diverse sfumature: prima la pulizia dei sentieri e la cura degli alpeggi, poi la celebrazione del rito del Lautani, una processione religiosa densa di significato che si svolge da oltre 400 anni lungo i sentieri del comune ossolano, e infine la preparazione della gara che, dopo le premiazioni dei vincitori e il ricordo dei due ragazzi, termina in una grande festa.

Emozionante guardare sul grande schermo L’Eco delle campane d’inverno, per questo motivo mi sono chiesto come abbiano vissuto il momento della presentazione il regista e gli organizzatori: “È andato tutto bene fino a venti minuti prima della proiezione, perché poi mi è salita l’ansia generale: un “battesimo del fuoco” davanti alla mia famiglia, ai miei amici e a chi ci ha supportato in questi mesi. È stato veramente bello, ho ricevuto un amore incondizionato, pazzesco, incredibile. Sono sincero non mi aspettavo questo numero di spettatori, ma i ragazzi della Val Brevettola ne erano certi.”, spiega Davide Casarotti (regista).

Un lavoro di riprese che ha interessato il comune e le montagne di Montescheno “che mi ha riportato ai tempi della compagnia. Un tuffo nel passato, ma soprattutto, un rivivere quelle emozioni e osservare concretamente l’unione tra le persone. Mi ha fatto effetto rivedere quei posti sul grande schermo, dopo che per mesi li ho visionati sullo schermo del computer”.

“L’avevo già visto qualche volta, ma guardandolo dall’alto ho visto tutta la platea, ascoltato i suoi silenzi e i suoi singhiozzi, tutto questo mi ha dato un’emozione diversa. Vederlo proiettato al cinema è stato il coronamento di un lavoro. Negli anni abbiamo sempre fatto molta fatica a spiegare che cosa sia la Val Brevettola a chi non l’ha mai vissuta, perché raccontare a parole questo carico emotivo e una comunità che si muove insieme è molto difficile. Il documentario lo ha fatto attraverso qualcosa di più intenso”, commenta Lorenzo Pavesi (Val Brevettola Skyrace). 

Visto l’impressionante risposta dal pubblico, una seconda proiezione è prevista il 30 maggio.

Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
Eco Campane d'Inverno
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Eco Campane d'Inverno
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