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Il genio degli ossolani nel mondo e gli alpeggi delle Alpi

Una serata per scoprire il passato dell’Ossola
Sarà una serata per scoprire il passato profondo, al contempo glorioso e umile, della Val d’Ossola quella in programma a Macugnaga venerdì 19 agosto (Kongresshaus, ore 21). Verranno presentati due libri: “Il genio degli ossolani nel mondo” e “Alpeggi delle Alpi”.

L'editore Alessandro Grossi dialogherà con gli autori Enrico Rizzi e Paolo Crosa Lenz, un dialogo per incontrare donne e uomini geniali che hanno reso nobile una terra povera e generazioni che su quella terra hanno compito con dignità e onore, in silenzio, il loro destino esistenziale.
L’iniziativa è della Libreria Grossi di Domodossola, della Fondazione Monti, del giornale “Il Rosa” e del Comitato Comunità Walser di Macugnaga.
Le biografie degli Ossolani Illustri sono trecento (34 sono donne e uomini di Valle Anzasca).
C’è una ironia della Storia in questo dizionario biografico, sulle orme del classico Treccani degli “Italiani illustri”, che comincia dalla A e finisce con la Z. Il primo è Francesco Saverio Adorna (1744 – 1830), “aeronauta e pioniere dei voli areostatici umani”.
Il 15 maggio 1784, da Strasburgo, con un pallone alto 26 metri e una circonferenza di 56 l’Adorna si alzò in cielo per un centinaio di metri, poi il pallone si incendiò precipitando rovinosamente su una “magazzino del re”. L’impresa fu realizzata e l’aeronauta si salvò. L’ultimo è Mattia Zurbriggen di Macugnaga (1856 – 1917), guida alpina con un innato senso della montagna ed un altrettanto non senso per la vita.
Scalò, con alpinisti inglesi, monti in Nuova Zelanda e salì per primo da solo l’Aconcagua in Sudamerica, oltre a grandi itinerari alpinistici sul Monte Rosa. “Dr Tifal” (il “diavolo” in lingua walser) morì suicida a Ginevra dove faceva lo sguattero.

Spedizione in Nuova Zelanda.Mattias Zurbriggen il primo a sinistra


Per oltre sette secoli migliaia di alpeggi hanno costellato i monti dell’Ossola, plasmando il paesaggio e la cultura degli uomini di montagna. Oggi questo mondo è completamente trasformato, ma l’alp rimane centrale per il futuro delle Alpi. Questa storia generale degli alpeggi di Ossola e Valgrande è significativa ed emblematica per tutto il mondo alpino.
“Alpeggi delle Alpi – Alpi e alpigiani in Val d’Ossola”, risultato di quarant’anni di studi e di cammini per monti e valli, racconta storia e memoria di donne e uomini che in luoghi remoti hanno compiuto la loro vita. Vuole anche confermare i “valori buoni” che quel mondo perduto ci trasmette: la nobiltà della fatica, l’impegno comune per raggiungere una meta, una solidarietà vissuta, l’equilibrio con l’ambiente naturale.
Un libro che racconta il passato, ma si interroga sul futuro delle Alpi.

Alcune caratteristiche fanno de “Il Rosa” un caso unico sulle Alpi. Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.

Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

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