Stefano Corsi si avvia a chiudere il suo secondo mandato da Sindaco
Stefano Corsi sta per concludere i suoi dieci anni da Sindaco di Macugnaga, a lui abbiamo chiesto di fare il punto su questi due mandati. «Premesso che, votando ad ottobre, saranno due mandati e sei mesi devo dire che per me è stata un’esperienza positiva che mi ha dato motivo di crescita personale facendomi toccare con mano argomenti, tematiche e problematiche che prima non conoscevo in maniera così tecnica e approfondita. Macugnaga è un piccolo Comune con poco più di cinquecento residenti, ma con problematiche complesse pari a una città di medie dimensioni».
Città che non devono fare i conti con gli impianti di risalita?
«Il Comune è proprietario al 100% degli impianti e ciò comporta una spesa fissa di circa 200mila euro all’anno oltre ai costosi investimenti obbligati dalle scadenze ministeriali. Solo nel 2020 per l’ammodernamento generale della funivia Staffa-Alpe Bill sono stati spesi 1milione e 300mila euro. Per l’economia del paese sono basilari ma per il Comune sono “pesanti”».
Pesanti, obsoleti e da ampliare?
«Hanno tutti i loro anni, ma anche un futuro. Finalmente, grazie alla Regione Piemonte, si è bene avviato l’iter tecnico burocratico atto alla realizzazione del nuovo impianto Pecetto-Burki-Belvedere. Sarà realizzato un impianto moderno, consono alla realtà del comprensorio, con un adeguata portata oraria e la modernizzazione delle stazioni. I sogni erano altri ma la realtà del comprensorio e i costi hanno portato ad una scelta moderna, oculata e consona. Prima avevamo inseguito sirene inconcludenti. Le attuali tempistiche si possono così riassumere: 1° giugno 2021 Monterosa 2000 ha presentato lo studio di fattibilità. Studio che presenta sei diverse soluzioni passando dai 4milioni e mezzo ai 16 milioni di euro. La soluzione ottimale sta nel mezzo come suggerito da alcune società costruttrici interpellate, non un impianto faraonico che oltre ad essere troppo costoso avrebbe poi alti costi di manutenzione. Il 30 di giugno e il 12 di luglio ci siamo trovati in Regione per calendarizzare l’iter tecnico burocratico. Considerato che l’attuale seggiovia Pecetto-Burki-Belvedere ha una proroga di scadenza fissata a febbraio 2022, con possibile ulteriore spostamento per ulteriori due anni, a cui nessuno vorrebbe arrivare, si punta ad avere entro ottobre 2021 la possibilità di consegnare il progetto definitivo e nella primavera 2022 poter partire coi lavori, basta proroghe. Per la funivia del Moro, bello il progetto degli svizzeri che però hanno giudicato troppo labili i nostri numeri turistici».
Ammodernamento impianti ma Piano Regolatore in alto mare?
«A seguito di una sentenza del Consiglio di Stato siamo tornati al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) del 2002 che dovrà essere riadattato al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), controllato dall’Autorità di Bacino del fiume Po. Resta possibile la sola manutenzione straordinaria. Per evitare di perdere il previsto finanziamento, ammontante a 680mila euro, per la riqualificazione della località Isella abbiamo dovuto approvare una variante preventiva e quindi questi lavori partiranno al più presto. Fra i punti tuttora da definire resta il vallo paramassi da realizzarsi alle spalle dell’abitato di Borca».
Dalle rocce di Borca a quelle del Passo del Moro che ostacolano la pista per Mountain Bike da e per la Saas Tal
La pista per MTB che prevede il collegamento fra Macugnaga e la Valle di Saas, progetto Interreg dell’anno 2016, sì è un po’ arenata. anche perché noi abbiamo proposto una soluzione che è stata assoggettata alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Abbiamo proposto una soluzione panoramica in grado di soddisfare le esigenze estive (MTB) e invernali (rientro con gli sci dal San Pietro): eliminare la sciovia Smeraldo, scaduta e il cui costo per il rifacimento sarebbe di 190mila euro, e anche il tappeto che permetteva il rientro alla funivia. Nel contempo creare un tracciato panoramico della larghezza utile per fare passare il battipista, utilizzando esclusivamente la roccia presente in loco, dalla cima della sciovia San Pietro alla stazione funiviaria. Questa proposta ha complicato e pesantemente rallentato tutta l’operazione. Qualcuno ha parlato di “disastro ambientale” quando in realtà stiamo parlando di una zona esclusivamente rocciosa dove le rocce che sarebbero state rotte restavano in loco e venivano riutilizzate in cambio venivano eliminati: il vecchio skilift con i suoi basamenti di cemento, i suoi pali, le funi, i cavi elettrici e anche il tappeto di risalita. Si andrebbe a creare un percorso altamente spettacolare e panoramico su cui verrebbero installate delle panchine e dei binocoli fissi atti ad ammirare il meraviglioso panorama, permettendo a tutti di arrivare tranquillamente fino sullo spartiacque italo-elvetico. La realizzazione del tracciato per mountain bike, mezzi ecologici e non inquinanti, ha incontrato l’opposizione di Arpa ma la Provincia, dopo attento esame, ha approvato l’opera. Va inoltre ricordato che il progetto non interferisce con il tradizionale sentiero inserito nel Tour del Monte Rosa, se non in tre o quattro incroci. A causa del Covid-19 i lavori del Progetto Interreg sono stati prorogati altrimenti eravamo a rischio di perdere 1milione e mezzo di fondi europei.
Dal tracciato per mountain bike alla strada per Stabioli
«Sarà realizzata una pista agrosilvopastorale dal Consorzio di Stabioli a cui l’Amministrazione comunale darà un contributo di 50mila euro in due anni. La strada resterà ad uso esclusivo delle persone del Consorzio che provvederà pure alla sua manutenzione. Come Amministrazione comunale siamo soddisfatti perché con questo atto anche l’ultima frazione del Comune sarà raggiunta da una strada carrozzabile.
Arriviamo alla strada del fondovalle, oggi tornata statale, è in pessime condizioni e poi la posa della fibra che non termina mai…
«Il ritorno della gestione viaria all’Anas è un bene, si vede dai lavori di manutenzione che sono già stati realizzati: taglio dell’erba e dei rami sporgenti, eliminazione della sabbia laterale, certamente gli anni di mancata manutenzione da parte della Provincia si vedono e ci vorrà tempo per sistemare tutto. Entro l’autunno sarà sistemata anche l’illuminazione delle gallerie che oggi, in alcune, è assai scarsa. Il capitolo fibra resta un grosso problema: lavoro inizialmente controllato dalla Provincia ma tuttora incompiuto. Hanno crivellato di buchi tutta l’arteria e, dopo anni di lavoro, non risistemano nulla in modo definitivo, avrebbero dovuto sistemare il tratto fra Borca e Pestarena ma nulla è stato fatto. Purtroppo come Comune abbiamo limitata voce in capitolo. Resta poi il cantiere stradale di Castiglione che sta diventando sempre più un blocco alle attività dell’intera Valle Anzasca. A nome dei Sindaci anzaschini è la Sindaca di Calasca castiglione, Silvia Tipaldi che segue questa seria problematica.
Quei semafori vanno rimossi urgentemente e sostituiti da movieri o da impianto automatizzato. Siamo in piena stagione turistica e quella strozzatura cantieristica danneggia pesantemente la nostra economia. Resta inoltre da considerare l’emergenza, se quando c’è la colonna delle auto ferma deve passare un mezzo di soccorso, potrebbe diventare un serio problema, ma anche in questo caso c’è una sovrapposizione di Enti pubblici: la strada è dell’Anas ma il tratto del cantiere è ancora in carico della Provincia».
Chiudiamo questa lunga analisi con l’alluvione dell’ottobre 2020 e le sue disastrose conseguenze
«Macugnaga purtroppo rientra fra i Comuni piemontesi pesantemente colpiti da quella alluvione. Per fortuna non ci sono stati danni alle persone, ma sono stati ingenti i danni al patrimonio pubblico, senza scordare qualche danno a strutture private. Fin da subito siamo intervenuti, assieme ai tecnici regionali, per effettuare i necessari rilievi e le relative valutazioni poi siamo passati a interventi tampone utilizzando fondi comunali (22mila euro per le diverse progettazioni e 30mila per i lavori d’urgenza). Noi abbiamo avuto cinque zone fortemente danneggiate per un totale valutato in 2milioni e 619mila euro. Partendo dall’alto si sono registrati danneggiamenti nella zona Burky causati sia dal torrente Anza sia dal rio Pedriola (675mila euro). A Pecetto, a monte dell’abitato, è necessario un improrogabile intervento di manutenzione idraulica (33mila euro). Torrente Tambach (1.160.000 euro), qui è indispensabile il rifacimento delle difese spondali comprensive del ripristino della strada verso Chiesa Vecchia. Il disalveo e la pulizia dell’intero tratto dal Centro Sportivo a sotto Staffa. Quarazza e Fornarelli (454mila euro). Nella zona del Lago delle Fate siamo già intervenuti per liberare l’alveo del torrente Quarazza e permettere il normale deflusso delle acque, resta da sistemare la frana scesa dalla zona dell’Alpiti. Sistemata dall’impresa Frua, la strada fino alla località Crocette (Città morta). A Fornarelli sono previsti interventi di consolidamento del ponte sul torrente Anza e la sistemazione delle difese spondali sul torrente Quarazza. Per procedere a questi lavori sono già stati stanziati 910mila euro dalla Protezione Civile ma, per ora, tutto è fermo in Regione».
Di argomenti ce ne sarebbero ancora molti, ma ci fermiamo qui. Sindaco, grazie e alla prossima. «Ricordo che io terminerò il mandato nel prossimo autunno».