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Smontato il vecchio bivacco Emiliano Lanti al Ratuligher

Nell’alta Val Quarazza, a ridosso della mulattiera che collega Macugnaga con Alagna sono iniziati i lavori di sostituzione del Bivacco “Emiliano Lanti” ai 2125 metri del Ratuligher - in Titsch significa: “luogo per il riposo del bestiame, circondato dai rododendri”.
Il primitivo bivacco era stato dedicato a Emiliano Lanti, l'ultimo pastore della valle Quarazza.
Il bivacco era stato inaugurato il 2 settembre 1973 con la benedizione impartita, dopo aver celebrato la S. Messa, da don Sisto Bighiani prevosto di Macugnaga.

Attualmente il vecchio manufatto è già stato smantellato e portato a valle per essere smaltito ed è già stato posizionato il basamento della moderna struttura alpina, ultima del lotto comprendente i bivacchi (già montati) al Farello (Varzo), Antigine e Camposecco (Antrona). Tutti i punti d’appoggio sono stati realizzati con fondi del PSR 2016-2020.
Il nuovo bivacco offrirà nove posti letto più quattro d’emergenza, tavolo con posto a sedere ed è dotato di angolo cucina, riscaldamento (aria calda da pannello solare), luce a led e prese USB.
Alcuni volontari della Sezione Cai di Macugnaga hanno pure iniziato la sistemazione del minuscolo “Baitino del Pastore".
Paolo Crosa Lenz, direttore de “Il Rosa” e Presidente delle Aree Protette dell’Ossola sottolinea l’importanza di questi nuovi e moderni bivacchi: «Come Aree Protette abbiamo certificato i due bivacchi di "nuova generazione" in Antrona: Antigine e Camposecco, stesso atto per il nuovo Farello. In ottobre arriverà anche Macugnaga con il Lanti. Riusciremo a concretizzare l'idea grande di certificare le Pennine e Lepontine come "amianto free" nell'accoglienza alpinistica. I nuovi bivacchi sono il futuro, non alberghi ma luoghi accoglienti e spartani: hanno il riscaldamento (aria calda da pannello solare), la luce a led, le prese USB. Il tutto con costi "bassi".
Siamo ancora una volta una terra di frontiera sulle Alpi. Non servono le seggiovie o gli alberghi sulle vette. Perdonate un pizzico di orgoglio, ma in questa cosa ci ho speso e creduto tanto».

© foto di Roberto Marone

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