Le Vacche Erranti a Bruxelles
L’ Azienda Agricola delle Vacche Erranti, realtà consolidata della pastorizia transumante del VCO, e membro di AIAG ( Associazione Italiana Alimenti Grassfed), è stata invitata a partecipare al meeting del 13 Maggio, tenutosi a Bruxelles, del progetto“ PATHWAYS : per un cibo sostenibile”.
PATHWAYS è un progetto del programma Horizon 2020 dell’Unione Europea, coordinato dall'università svedese di scienze agrarie (SLU) e composto da 30 partner provenienti da 12 paesi, che mira a ridurre l'impatto ambientale e al contempo a soddisfare le richieste della società di prodotti a base di carne e latticini sicuri, nutrienti e accessibili, individuando e incrementando pratiche sostenibili lungo le filiere di approvvigionamento e produzione del settore zootecnico europeo.
Insieme ad altre realtà zootecniche europee ( da svezia spagna e romania) l’Azienda Agricola delle Vacche Erranti, unica rappresentante delle realtà pastorali italiane, ha portato la sua voce direttamente ai tecnici e ai politici della Commissione Europea.
La nostra visione per un futuro sostenibile e possibile è così stata riassunta:
“Signore e Signori, grazie per questa grande opportunità. Mi chiamo Gaia Di Stefano, sono una pastora italiana. Insieme al mio compagno possediamo una mandria di 200 vacche. Siamo pastori nomadi di montagna nel cuore delle alpi italiane.
L’obiettivo del living lab del progetto Pathways di cui siamo parte è portare alla vostra attenzione un tema fondamentale per il futuro dell'europa: il ruolo del pascolo e soprattutto della pastorizia.
In questo difficile momento storico di cambiamenti climatici, degrado del suolo, perdita di biodiversità, instabilità idrogeologica e geopolitica internazionale, la pastorizia è fondamentale; perché il pascolo degli animali non è solo un modo di produrre cibo, ma è anche una forma di gestione del territorio.
Al momento, la pastorizia rimane la forma di agricoltura più sostenibile. Richiede input esterni minimi, riduce l'impatto ambientale e promuove la biodiversità.
Il pascolo degli animali contribuisce a controllare la vegetazione, a ridurre il rischio di incendi, a fertilizzare naturalmente il suolo e a preservare paesaggi altrimenti abbandonati.
Per questo motivo il nostro sogno è che l'Unione Europea riconosca la pastorizia come un servizio multifunzionale per la società e il pastore come custode e amministratore delle terre.
Per questo noi pastori abbiamo bisogno di un quadro giuridico specifico che definisca il nostro ruolo, le nostre responsabilità e i nostri diritti. Chiediamo che sia definito un nuovo soggetto giuridico : il pastore, cosa che al momento, almeno in Italia, non è ancora realtà.
Pertanto, chiediamo ai politici europei di investire non solo nelle tecnologie, ma anche nelle antiche pratiche che hanno dimostrato il loro valore nella storia millenaria dell'umanità, come ha fatto la pastorizia. È l'unica via per sopravvivere nel futuro. “
Il nostro impegno nella valorizzazione della pastorizia come attività non solo da salvaguardare, ma da potenziare, soprattutto in territori fragili e complessi come quelli italiani, proseguirà arricchito dall’esperienza e dalle conoscenze fatte durante questa “avventura” del progetto Pathways.
