La festa all'Alpe Cicerwald
Cielo terso, cime delle montagne imbiancate dalla prima neve, polenta gialla cotta sul fuoco a legna accompagnata da salsiccia, spezzatino, formaggi nostrani, latte, panna, torta di mirtilli e ottimo vino.
C’erano davvero tutti gli ingredienti per rendere la festa dell’alpe Cicerwald, che da diversi anni ormai la famiglia di Carlo Lanti organizza tra settembre e ottobre, un’esperienza da ricordare e da raccontare.
In più di settanta hanno risposto all’appello partendo, sabato 28 settembre, di buona lena da Borca, frazione di Macugnaga, per raggiungere questo antico insediamento walser situato a quasi 1700 metri di altitudine.

Si parte dalla casa Museo Walser e dopo aver attraversato le case della graziosa frazione si passa accanto ad un masso che riporta una scritta indicante il sentiero. Si salgono due tornanti, si costeggia una parete rocciosa e dopo un lungo zig-zag tra i noccioli, i ginepri e l’erica si entra in un bel bosco di pini dove un sentiero ben tenuto e pulito ci porta, in poco più di un’ora di cammino, fino al grande prato dell’alpe.
In questi pascoli, ricchi di erba, ancora oggi, da maggio fino alla fine di settembre, Enrico Lanti, proprietario di una delle due baite ancora abitate, conduce delle bellissime vacche di razza “galloway”. Sono animali straordinari, abituati a vivere allo stato letteralmente brado, senza stalla ne altri accorgimenti per ripararsi da pioggia, vento e sole.
Prima del pranzo c’è stato il tempo per un toccante momento di preghiera e di canti di montagna davanti alla cappelletta costruita nel 1681 a ricordo dell’incontro di un cacciatore con un camoscio. E’ stata anche l’occasione per ricordare i defunti che salivano all’alpeggio e di scrivere qualche pensiero e qualche riflessione sul registro ivi custodito.

Al termine di questo momento di raccoglimento e prima di andare a pranzo, i più fortunati e avveduti hanno provato la gioia di trovare e raccogliere dei freschissimi funghi porcini di cui i boschi del Cicerwald sono ricchi.
