Il fascino della montagna
Molta gente ha partecipato all’incontro organizzato da “Il Rosa”, giornale di Macugnaga e della Valle Anzasca presso l’Ossola Outdoor Center, con Silvio “Gnaro” Mondinelli e le Guide Alpine del Monte Rosa.
L’incontro, coordinato dallo scrittore e giornalista Teresio Valsesia, è iniziato con l’analisi del mestiere di Guida Alpina oggi e nel prossimo futuro.
Donato Nolé, guida alpina dell’Ossola ha detto: «Io sono Guida dal 1988, attualmente le Guide Alpine dell’Ossola che operano a tempo pieno sono circa una decina. Altri alternano l’attività con differenti occupazioni. Guardando al futuro non si scorgono giovani interessati alla professione. Giovani portati all’arrampicata in palestra o su falesia o verso le ferrate sì, ma non con prospettive più ampie».
Per quanto riguarda la Guide di Macugnaga, Maurizio Vittone ha precisato: «La nostra situazione in prospettiva sembrerebbe migliore. Noi abbiamo otto giovani fra i 13 e i 15 anni che arrampicano con costanza e con buon profitto. Cerchiamo di aiutarli e spronarli nel migliore dei modi perché esiste un vuoto generazionale fra la più giovane Guida in esercizio e questi ragazzi e poi una Macugnaga senza Guide Alpine sarebbe un paese più povero».
Da parte sua Marco Roncaglioni ha sottolineato la difficoltà odierna rappresentata anche dagli alti costi necessari per diventare Guida Alpina “per molti giovani sono certamente un problema”.
È quindi intervenuta Maria Cristina Tomola, segretaria del “Club dei 4000” che, con la collaborazione tecnica di Alessio Marone e Marco Roncaglioni, ha presentato l’applauditissimo filmato “Giuseppe Oberto, una Guida Alpina di Macugnaga sul Gasherbrum IV, la montagna di luce”.
In un breve intermezzo ha preso la parola il Direttore del giornale, Paolo Crosa Lenz, che ha sottolineato la particolarità di questa ultra cinquantenaria testata di montagna che rappresenta uno dei primi esempi di free press sulle Alpi.
Valsesia e Mondinelli hanno poi dialogato e proposto il confronto fra Monte Rosa e Himalaya. “Gnaro” ha dimostrato ancora una volta la sua umanità e positività.
Lui che è il secondo italiano ad aver raggiunto tutte le quattordici vette più alte del mondo portando a termine l'impresa senza l'uso di ossigeno supplementare.
“Non sono un super uomo, sono uno come tanti. Ho avuto la fortuna di fare un mestiere che mi ha appassionato da sempre.
Dei miei ottomila (che in totale sono ventuno perché alcuni ripetuti più volte - ndr.) ricordo che quello che è ritenuto il più facile, il Shisha Pangma l’ho ripetuto quattro volte prima di riuscire ad arrivare in vetta.
Dalla cima dell’Everest, che ho salito tre volte, la prima non mi ricordo quasi nulla. La seconda mi sono guardato un po’ in giro e finalmente alla terza volta mi sono gustato l’immenso panorama”.
Mondinelli ha poi rimarcato che girando il mondo e le montagne ti viene da guardarti attorno e vedi che molti popoli hanno veramente bisogno di tutto e quindi ecco scattare alcuni progetti di solidarietà.
Nel corso degli anni con le diverse Associazioni fra cui “Amici del Monte Rosa” “Montagne solidali” sono stati raccolti molti fondi con cui sono state realizzate alcune importanti opere di solidarietà.
Attualmente “Gnaro” collabora al progetto “Sanonani House”.
“Sanonani in nepalese significa Piccolo Bambino. Il nostro aiuto vuole essere rivolto non esclusivamente ai bimbi soli, ma anche a quelle famiglie che non possono dare sostentamento ai numerosi figli. Per questo è nata una vera e propria casa famiglia dove chi ha bisogno, può trovare un pasto caldo, un letto e tutto il sostegno necessario”.
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Copyright Foto: La valle del Rosa
