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Gemellaggio nel segno delle Miniere fra Iglesias e i Comuni dell’Oro del Monte Rosa

Ratificato a Iglesias (CI) il patto di gemellaggio fra il Comune sardo e i sette Comuni legati dall’Oro del Monte Rosa: Macugnaga, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo, Bannio Anzino, Calasca Castiglione, Piedimulera e Pieve Vergonte. Le comunità di Iglesias e quelle dei paesi ossolani sono unite dall’attaccamento alle proprie radici storiche e alla cultura mineraria.
Questo legame affonda le sue origini ai tempi delle miniere d’oro di Pestarena dove arrivarono oltre cento minatori sardi, tra cui una ventina iglesienti, con le loro famiglie. Poi nel 1961 le miniere furono chiuse e smantellate. Molti sardi tornarono alla loro terra.
Nel 2012 Mario Congia, già operaio a Pestarena, è tornato nel piccolo paese anzaschino e da lì sono nati una serie di interscambi fra le due comunità.
Oggi i rapporti sono retti dalle Associazioni “Figli della Miniera” e “Prendas de Iglesias” ed è il presidente di quest’ultima, Raimondo Congia che spiega il perché della cerimonia: «La firma che è stata posta è molto importante per noi perché sancisce il gemellaggio fra due comunità che hanno molto in comune: cultura mineraria, l’amore per la propria storia e le proprie tradizioni. Siamo veramente molto simili. E poi è un modo per rendere omaggio a quei minatori che negli anni ’60 del ‘900, dalla Sardegna hanno raggiunto le miniere d’oro di Pestarena dando il meglio di sé». Per i Comuni del Monte Rosa la ratifica, siglata nella sala comunale di Iglesias, è stata controfirmata da tutti i rappresentanti dei Comuni e precisamente: Vincenzo Nanni in rappresentanza del sindaco di Macugnaga. Maida Forgia per Ceppo Morelli. Claudio Sonzogni, sindaco di Vanzone con San Carlo e con delega in rappresentanza anche di Piedimulera. Roberta Rocco per Bannio Anzino. Silvia Tipaldi, sindaco di Calasca Castiglione e Maria Grazia Medali, primo cittadino di Pieve Vergonte.
Nell’avvenimento sono stati direttamente coinvolti gli istituti comprensivi di Piedimulera e Iglesias. Il giorno seguente gli studenti dell’istituto comprensivo “Eleonora d’Arborea” di Iglesias hanno rappresentato l’eccidio avvenuto l’11 maggio 1920 che vide la morte di sette minatori. Una data storicamente tragica che Iglesias ricorda ogni anno. Spari, urla disperate di madri e mogli chine sui corpi di minatori senza vita tra piazza Municipio e via Satta, poi i nomi delle sette vittime elencati uno per uno. Gli studenti sardi hanno saputo far rivivere gli episodi di quella tragica giornata di 96 anni fa.

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