Calasca, ottima riuscita per la festa di Sant’Antonio Abate
Domenica 19 gennaio a Calasca si è festeggiato il patrono sant’Antonio Abate con la tradizionale sfilata dei Fratitt. Un buon numero di figuranti vestiti con i sai dei frati ha portato i doni, caricati su asinelli, sulle gerle e sul tradizionale abete natalizio.
Un tempo, per consuetudine, le giovani sfilavano in processione con il capo coperto da un velo bianco, insieme ai bambini dell’asilo con la divisa delle solenni occasioni. Nonostante questa usanza sia stata abbandonata, permane nei calaschesi una profonda venerazione per la figura del patrono.
Il santo vissuto in Egitto dove mori ultracentenario sulle rive del Mar Rosso è considerato il patrono degli animali domestici a cui, la leggenda, nella notte del 17 gennaio (giorno in cui cade la ricorrenza) conferisce il dono della parola. L’anacoreta è spesso raffigurato con un maialino ai suoi piedi. Una leggenda racconta che un giorno si recò all’inferno e mentre distraeva il diavolo il maialino rubò un tizzone per donarlo all’umanità che accese, per gratitudine, una catasta di legna.
La bella giornata ha favorito l’esito della festa iniziata alle 14,30. Nella chiesa parrocchiale, gremita di fedeli, sono stati officiati i vespri celebrati da don Fabrizio Cammelli, don Gaudenzio Martini e don Simone Taglioretti. Il premiato corpo musicale di Bannio e la corale di Calasca, con le loro armonie, hanno egregiamente sottolineato la devozione espressa per la festa patronale che, anche quest’anno ha visto un grande afflusso di persone.
© Foto Marco Sonzogni