L’alluvione colpisce pesantemente l’apicoltura dell’Ossola
L'evento alluvionale che in questi giorni ha colpito duramente la Regione Piemonte, il Vco e Val d'Ossola ha messo in ginocchio anche l'apicoltura del nostro territorio. I dati sono allarmanti e, purtroppo, ancora provvisori. Ad oggi si contano circa 700 alveari (famiglie di api con le loro casette in legno), spazzati via dagli allagamenti della Bassa Ossola e Vco.
In molte postazioni, l'apicoltore ha ritrovato solo i basamenti, in altre è riuscito a recuperare qualche arnia e, solo in alcuni casi, a ritrovare qualche famiglia ancora in vita; famiglie che, trovandoci alle porte dell'inverno, hanno pochissime probabilità di arrivare vive in primavera.
Dove non è arrivata l'acqua ci ha pensato il vento con vere e proprie trombe d'aria che hanno alzato di peso le arnie, trascinandole a decine di metri di distanza, o che hanno sradicato alberi e spezzato rami travolgendole con lo stesso triste risultato. Un danno incalcolabile che ha colpito gli apicoltori professionisti, mettendo a dura prova la sostenibilità economica aziendale, e anche apicoltori hobbisti.
Il presidente dei Produttori Ossolani, Giacomo Prina precisa: «In queste ore gli apicoltori stanno tentando di raggiungere con difficoltà le postazioni nei territori alluvionati, per cercare di mettere in salvo il più possibile. Stiamo monitorando i vari casi per arrivare ad una analitica e completa stima dei danni da poter sottoporre ai Comuni e agli Enti Provinciali e Regionali competenti».
Questo ulteriore ferita si è aggiunta ai danni del cambiamento climatico, l'inquinamento, i pesticidi, le malattie, le scarse produzioni e le zampate dell'orso, in questo Anno 2020 pandemico, veramente difficile e complesso.