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I Templari e il porto fluviale della Masone

Sei secoli di storia dove l’Anza confluisce nel Toce

Vi sono luoghi, ricchi di storia ed importanti sia a livello locale che internazionale, che il tempo ha dimenticato e l’incuria dell’uomo ha cancellato o addirittura distrutto volontariamente; l’oblio e la natura di pari passo li hanno cancellati. È il caso del Porto della Masone e della Commenda dei Cavalieri Templari.

Pochissimi sanno che lungo il Toce, all’altezza del ponte che porta a Vogogna, vi fosse un porto importantissimo per i collegamenti tra l’Ossola, il Lago Maggiore e Milano.
Il Porto della Masone si trovava là dove l’Anza confluisce nel Toce ed era protetto da un arco roccioso detto Scopello, quindi un luogo di chiusura naturale ideale per stabilire una Mansio, luogo di sosta ed accoglienza per i viaggiatori, i pellegrini e i mercanti.
Occorreva quindi trovare qualcuno che si facesse carico di tutti questi compiti e chi meglio allora dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, i Cavalieri Templari, ordine che era stato fondato proprio con questo scopo! Agli inizi del XIII secolo Antonio De Rodis, feudatario di Formazza, avrebbe lasciato le sue proprietà della Masone, dove egli stesso si era ritirato a vita monastica, proprio all’Ordine del Tempio di Gerusalemme; il tutto è provato da documenti stilati in Vercelli nel 1222, dove si faceva un censimento delle Magioni di Templari, che nominava anche Santa Maria della Masone (Avonto, 1982).
Il complesso era composto da una Magione che ospitava i Cavalieri, affiancata da una parte riservata ai pellegrini, un vasto cortile e le scuderie. Vi era anche la Chiesa dedicata a Santa Maria Annunziata, luogo di culto delle genti ossolane, che affacciava un piazzale. Il tutto era circondato da alte mura, in quanto lì l’Ordine concedeva “il diritto di asilo”, mura che presentavano un varco verso il porto e uno verso Vogogna. Un carrettone di pietre fungeva da argine e proteggeva la Magione dalle piene del Toce.
In antichi documenti è così descritta nei particolari la Chiesa dedicata all’Assunta, “in una sol nave tutta di vivo e calcina, colla facciata a mezzogiorno e l’altare a tramontana, conserva entro un’incona di legno intagliato, un’antica pregevole statua della Vergine.” Dietro l’altare vi era un dipinto databile al 1610 raffigurante l’Annunciazione, di Stefano Delfina da Orta, ora conservato nella Parrocchiale di Piedimulera. La chiesa era luogo di devozione per le genti ossolane, che vi si recavano in pellegrinaggio. Più a nord del complesso vi era il traghetto che collegava la via Francisca sulla riva destra del fiume Toce con la riva sinistra. Un complesso sistema di pali e anelli reggeva il gamello (filo) a cui era legata la nave grande, invece se il fiume era in piena si usava il burchiello più piccolo. Tutto procedeva bene nella Commenda fino a quando agli inizi del 1300 accadde qualcosa di inimmaginabile: l’Ordine dei Templari venne cancellato! Come? lo vediamo …
Il 13 ottobre 1307 in Francia tutti i cavalieri dell’Ordine furono arrestati su ordine di re Filippo IV, con l’accusa di eresia e altri crimini. Dopo le prime confessioni sotto tortura, il 22 novembre dello stesso anno papa Clemente V ordinava con una bolla di arrestare i Templari in tutti i Regni della cristianità. I beni dell’ordine venivano allo stesso tempo sequestrati. Alla fine l’ordine dei Templari fu sciolto dal Papa nel 1312. L’atto finale dell’epopea dei Templari, cominciata quasi due secoli prima, fu la morte sul rogo del Gran Maestro Jacques de Molay, che aveva ritrattato la confessione. Il regista di questa strage fu Filippo “Il bello”, che voleva il denaro dei Templari per sanare la bancarotta della Francia e aveva il Papa sul libro paga.
Per la serie mors tua vita mea papa Clemente V assegnò nel maggio del 1312 la Mansione ai Cavalieri di Malta che la gestirono sino al 1759.
In seguito nel 1376 furono sottoscritte le convenzioni tra gli Ospitalieri di Malta e il Comune di Vogogna, che a causa di tristi eventi era divenuta capitale della Bassa Ossola. Nel frattempo i traffici nel porto erano aumentanti di molto: vi arrivavano i barconi provenienti dalla pianura carichi di granaglie, sale, riso e vino, dal porto i barconi tornavano al Lago trasportando legna, formaggi, carbone, pelli e bestiame.
In considerazione di questo aumentato traffico e della richiesta di denaro, che l’Ordine degli Ospitalieri faceva alla Commenda per ristrutturare l’isola di Malta … nel porto dazi, tasse e gabelle salirono alle stelle! Pagavano il pedaggio non solo i barconi sul fiume, ma anche chi transitava sulla via Francisca, senza far uso del Porto. Il tutto si risolveva in un vero e proprio taglieggio sul commercio ossolano. Purtroppo nel 1535 per Milano e il territorio del Ducato iniziò un periodo di 170 anni di dominazione spagnola. I governatori spagnoli che si susseguirono esercitarono un controllo oppressivo del popolo sui piani ideologico e fiscale. Da quel momento in poi i frati – cavalieri abbandonarono la commenda della Masone e si ritirarono a Novara. Il Porto rimase nelle mani di Portolani, gente senza scrupoli, che si abbandonavano ad ogni sorta di spagnolesca prepotenza, protetti dalle insegne dell’Ordine, che aveva loro affittato il porto. I portolani si avvalsero dell’aiuto di persone capaci di commettere ogni tipo di azione criminale … cioè dei Bravi, se state pensando al Manzoni ebbene sì: erano loro!
Le cronache di Vogogna ci raccontano di soprusi e angherie operati sulle persone in transito ed anche dell’omicidio di un prelato greco; ritengo giusto pensare che molti altri omicidi siano stati commessi in quel luogo. Finalmente nel 1759 i Cavalieri vendettero la Commenda alla Valle Anzasca! Purtroppo in seguito alla Rivoluzione Francese nel 1797, con regio editto dei Savoia, fu saccheggiata e poi rasa al suolo la Chiesa di Santa Maria Annunziata. Fatale alla Commenda fu la nefanda statale del Sempione, che Napoleone, guarda caso, volle passasse proprio lì!
Ora gli alberi e l’oblio ricoprono quella che fu la gloriosa Masone di Vogogna; l’unica speranza è solo che qualche studioso possa fare ispezioni archeologiche sul sito.

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