Jelmala, frazione del territorio di Castiglione
Jelmala è una frazione del territorio di Castiglione. Il toponimo deriva, secondo gli storici, da una contrazione di Muliermala citata in alcuni documenti del 1300.
Il termine potrebbe tradursi in “malafemmina” e indurre a supporre la presenza di una antica casa di appuntamenti, ma i toponimi possono avere le più strane origini.
Oggigiorno, durante i mesi invernali, questo villaggio su “uno sperone roccioso” è abbandonato. Capita di incontrare qualche turista in cerca di solitudine, ma tra le vie è più facile imbattersi in una volpe o nel passaggio precipitoso di un cervo. L’oblio invernale, interrotto da sporadiche visite nelle festività natalizie, s’interrompe durante i mesi estivi quando un gruppo di amici sardi torna a popolare le case che i loro avi lasciarono per emigrare nella regione dei quattro mori. Anselmo Paita, podestà di Calasca-Castiglione e notabile anzaschino spiega in “Note sulla emigrazione dei Castiglionesi in Sardegna” del 1938 il motivo per cui questi uomini emigrassero così lontano. “La spiegazione è data principalmente dal fatto che, formando la Sardegna e il Piemonte un unico stato, essi erano dipendenti dallo stesso governo e dallo stesso Re. La gran parte della emigrazione era stagionaria durante la stagione della caccia del tonno, la così detta mattanza. Le latte del prodotto da conservare sott’olio erano in quei tempi saldate a mano e i nostri che erano tutti lattonieri si trovavano a loro agio nel sudetto lavoro. Si aggiunga che la Sardegna di allora, abitata solo da contadini e pastori, mancava di mano d’opera specializzata.”
Questi pionieri della emigrazione stagionale riuscirono a consolidare la propria professione richiamando altri operai da Castiglione. E’ il caso di Pietro Guelfi che “iniziando in un piccolo laboratorio in un sotto scala, col lavoro indefesso e la tenacia, prima da ambulante e poi con un piccolo laboratorio, finì di avere il medesimo con negozio di ferramenta, in una delle principali piazze della città.” Dal paese anzaschino lo raggiunsero a Sassari Paita Giovanni e Silvetti Pietro il nonno dei Silvetti che d’estate villeggiano a Jelmala. A Cagliari il compianto cav. Filippo Birocchi che nella bella stagione viene a passare qualche settimana a Castiglione ha impiantato una drogheria anch’egli facendo arrivare parecchi operai quali commessi e vedrai ecc. fra i quali il compianto Cesare Fantola.
Altri, più recentemente, emigrarono a Rieti e in Francia dov’erano apprezzati per le loro capacità. Altri ancora nelle Americhe.
Jelmala dunque torna a vivere nella breve estate alpina grazie agli uomini che l’avevano lasciata e all’eredità della gratitudine che i loro figli esprimono per questa terra.