Paesaggi terrazzati, scelte per il futuro
Incontro Mondiale dell'Alleanza Paesaggi Terrazzati (ITLA)
La Valle Anzasca ha ospitato una mostra tematica dedicata alla pietra a secco ed ai terrazzamenti alla Torre di Battigio, un laboratorio di costruzione/riparazione di un tratto di muro a secco a due facce condotto da artigiani anzaschini, una visita guidata al territorio.
L' interesse per la tecnologia della pietra a secco è iniziato, per l'Ossola, nel 1994, quando al IV° Congresso Internazionale di Costruzioni in Pietra a Secco, tenutosi a Palma de Mallorca, il patrimonio ossolano in pietra a secco (terrazzamenti, sentieri, edifici rurali, ecc.) fu accolto con grande interesse.
I maggiori esperti mondiali lì riuniti non ebbero dubbi nel riconoscere al patrimonio a secco ossolano caratteristiche di grande valore ed unicità. Tra Ossola e Ticino si trova la più alta densità costruttiva in pietra a secco d'Europa, con edifici interamente a secco tra i maggiori conosciuti per dimensioni ed altezza.
Questo interesse fu rinnovato, proprio quando uno dei massimi studiosi a livello internazionale, l'architetto maiorchino Antoni Alomar i Esteve (presidente di S.P.S. Société scientifique internationale pour l’étude pluridisciplinaire de la Pierre Sèche) nel 2009 tenne una conferenza dal titolo “Territori della pietra a secco tra passato e futuro” su invito del Comune di Vanzone con San Carlo e dell'Associazione Musei d'Ossola alla Torre di Battigio. La conferenza fu preceduta da un piccolo cantiere dimostrativo condotto dagli artigiani Elio Volpone e Egidio Sandretti.
Ora, in segno di continuità, il Comune di Vanzone con San Carlo, con il supporto di InnovaTorre acceleratore pubblico di idee, e la consulenza di S.P.S ha ospitato una data del III° Incontro mondiale Alleanza Paesaggi Terazzati (www.terracedlandscapes2016.it/it) nel giorno di martedì 11 ottobre.
Alla frazione Battigio si sono concentrate le attività: mostra a cura di S.P.S.: “La pietra a secco tra Alpi Lepontine ed Alpi Marittime: un confronto” allestita alla Torre, il laboratorio di costruzione del muro a secco condotto dagli artigiani anzaschini Alfredo e Silvio Tabachi, Giuseppe Balmetti e Mario Mocellini con i colleghi francesi di ABPS (Artisans Bâtisseurs en Pierres Sèches), provenienti dal Parc National des Cévennes.
La visita guidata ai terrazzamenti tra San Carlo e Roletto, dove i volontari coordinati da Gianfranco Speranza hanno messo in moto il mulino ad acqua per macinare la segale. La mattinata è stata coordinata da Gianni Bretto e Damiano Oberoffer. Hanno partecipato i relatori internazionali che lunedì erano convenuti al Vogogna per il congresso: Donatella Murtas (International Terraced Landscapes Alliance); Junko Sanada, Kaneko Reo (Politecnico di Tokio,Giappone); Raelene Marshall (Dry Stone Walling Association of Australia); Cathie O'Neill (ABPS, Francia); Rainer Vogler (Austria); Alessandro Sardella (ISAC CNR , Isole Eolie); Carla Vargas Negrin (Isole Canarie); Anna Perazzolo (Regione Veneto); Gianni Bretto (S.P.S.) e gli iscritti : Marco Zerbinatti (Politecnico di Torino), Nadia Piolini ed Eugenio Forgia (Commissione Locale per il Paesaggio).
Purtroppo la pioggia insistente sino a tarda mattinata non ha permesso il completamento del tratto di muro comunale (di confine della kàral) come previsto. Oltre al fatto, assai singolare, di trovare studiosi e ricercatori a lezione dai muratori a misurarsi con il vivo delle pietre, il tema assegnato da ITLA all'Ossola (la tecnica costruttiva della pietra a secco) è stato approfondito collegialmente tra i relatori, e le conclusioni, riassunte dallo slogan: “la pietra a secco è una tecnologia per il futuro”, sono: 1.- la pietra a secco - è dimostrato scientificamente con modelli di calcolo assistiti dal computer e campagne di prove sperimentali su muri in scala 1/1, è perfettamente calcolabile secondo le norme tecniche degli Eurocodici.
Quindi è possibile progettare sia gli interventi di restauro che opere nuove.
In Francia, alcune massicciate del TGV sono in pietra a secco e così molte opere pubbliche stradali. In molte zone d'Europa e del mondo si restaurano centinaia di km di terrazzamenti sia ai fini agricoli che di difesa idrogeologica. 2.- la capacità drenante del muro a secco è stata adeguatamente studiata e misurata con il programma europeo TERRISC: nessuna altra tecnologia può garantire un drenaggio paragonabile, qualità fondamentale ai fini della stabilità dei versanti, e dell'azione antierosiva contro il rischio idrogeologico. 3.- i costi: paragonando quelli di pietra a secco con la gabbionata e col calcestruzzo armato, si è dimostrato che facendo il bilancio dell'intero ciclo di vita dei manufatti, la tecnologia della pietra a secco è indubbiamente vantaggiosa, se si facesse poi la manutenzione programmata, come auspicava Alomar nella sua conferenza, i costi sarebbero notevolmente inferiori a confronto di quelli degli interventi straordinari post disastro.
È certamente necessario non lasciar cadere l'interesse per questi temi, perché non è difficile capire che rivestono un'importanza strategica per il paesaggio e l'ambiente oltre che per la sicurezza.

© foto: La valle del Rosa