La torcia olimpica alla Capanna Margherita
I valori di pace, unità e rispetto incarnati dalla torcia olimpica, insieme allo spirito d’insegnamento, apprendimento e di passione, hanno raggiunto, martedì 13 gennaio, i 4.554 metri della Capanna Osservatorio Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa che ospita anche un importante laboratorio per la ricerca scientifica ed è intitolato alla memoria della Regina Margherita di Savoia, la quale nella struttura ha pernottato nel 1893, anno dell’inaugurazione.
Oggi dispone di 70 posti letti, di una sala bar- ristorante, bagni in comune, illuminazione elettrica, corrente 220v, accesso internet e biblioteca. Nel 2002 ha ottenuto la Certificazione UNI EN ISO 14001 che attesta il suo minimo impatto ambientale ed è inserita nel progetto “Rifugi Sentinella” promosso dal CAI-CNR. La rete di questi rifugi è cruciale per studiare l’evoluzione degli ambienti alpini e appenninici, offrendo servizi per alpinisti con un supporto scientifico integrato.
Tedofori dell’evento sono state le Guide Alpine di Alagna, Gressoney, Ayas, Macugnaga e Zermatt. Presente anche la Guida alpina istruttore Fabio Iacchini, già tedoforo in occasione dei Giochi di Torino 2006, quando ha portato la fiamma sulla Mole Antonelliana passandola al Presidente delle Guide Alpine del Piemonte, Alberto Re, prima che quest’ultimo si calasse dalla Mole.
Le Guide hanno accompagnato il sacro fuoco scendendo dal versante gressonaro del Rosa accolti dalla comunità locale. Istanti ricchi di significato, hanno segnato il corso dell’evento rafforzando amicizia e fratellanza tra le comunità Walser e le Guide del massiccio.
I protagonisti al centro della giornata sono stati i giovani abitanti del Monte Rosa, legati da profondi valori di unità, fratellanza, comunità e amore per la propria Terra, perché in futuro saranno proprio loro ad avere la responsabilità di proteggere e valorizzare le nostre montagne, la cultura del territorio e le nostre tradizioni; insieme hanno aspettato e festeggiato l'arrivo della fiamma olimpica.
Settanta bambini valsesiani, accompagnati dalla comunità Walser locale, hanno attraversato in funivia il Passo dei Salati per accogliere con altri 150 ragazzi della Valle del Lys l’arrivo della torcia.
Significato profondo della cerimonia è stato il ruolo fondamentale delle giovani generazioni nel mantenere e rafforzare i legami di amicizia e cooperazione tra le comunità, tutelando le tradizioni, valorizzando il territorio e garantendo uno sviluppo sostenibile delle valli del Rosa.
Foto copertina © Gianni Fornara 2020