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Carta europea del turismo sostenibile alle Aree dell’Ossola

La carta europea del turismo sostenibile è stata assegnata alle Aree Protette dell’Ossola e al Parco Nazionale Val Grande.

Presso il Parlamento europeo, sono stati premiati nove parchi italiani con la Carta europea per lo sviluppo sostenibile (Cets), che è la certificazione di qualità assegnata da Europarc, la più grande rete di aree protette europea.

Fra i premiati c’erano anche le Aree Protette dell’Ossola, l’ente regionale che gestisce il parchi naturali di Veglia, Devero e Valle Antrona presieduto da Paolo Crosa Lenz, direttore de “Il Rosa”. Oltre alle Aree Protette dell’Ossola è stato premiato anche il Parco Nazionale della Val Grande, l'area wilderness più estesa delle Alpi. Europarc ha riconosciuto ai due parchi del Vco il rinnovo della certificazione di qualità del turismo sostenibile, un turismo responsabile, che punta alla conservazione della natura, la tutela del paesaggio, lo sviluppo della biodiversità e dei territori.

Carta europea del turismo sostenibile. Premiazione a Brruxelles

Il presidente Paolo Crosa Lenz dichiara: «I nostri parchi sono il “cuore verde” delle Alpi e le Alpi sono il cuore dell'Europa unita. Le Aree Protette dell’Ossola tutelano da 40 anni (1978 – 2018) le Alpi Pennine e Lepontine. Proteggono la biodiversità e promuovono lo sviluppo sostenibile. La Carta europea per lo sviluppo sostenibile è rappresentata dalle donne e dagli uomini che convivono in armonia con la Natura».

La Cets manifesta la volontà delle istituzioni che gestiscono le aree protette e dei professionisti del turismo di favorire un turismo conforme ai principi dello sviluppo sostenibile e impegna i firmatari ad attuare una strategia a livello locale in favore di un “turismo sostenibile”, definito come “qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”.

Devero
Diga del Cingino

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