Lucio Zambonini
Un temporale girava per le montagne mentre, alle 14 di martedì 8 settembre, nel campo sportivo di Vanzone, si celebrava con rito civile il funerale di Lucio Zambonini. L’uomo di 63 anni, da poco in pensione, molto conosciuto in Valle Anzasca per la sua attività lavorativa nel negozio di materiali edili di San Carlo, era stato visto a Mondelli il giovedì precedente mentre si apprestava ad una battuta di pesca nell’omonimo torrente.
Il mancato rientro in famiglia aveva allertato i soccorsi. Il campo base allestito a Mondelli coordinava le ricerche del Soccorso Alpino, SAGF, Carabinieri, Vigili del Fuoco, esperti di ricerca in forre con l’ausilio di cani molecolari e droni.
Sabato 5 settembre, a 2000 metri di altitudine, era stato rinvenuto il corpo senza vita dello sfortunato escursionista. Lucio era una persona che si dedicava spesso e con passione alle attività sportive in montagna, era tra gli organizzatori della Rosa Ski Raid, prestigiosa gara di scialpinismo giunta quest’anno all’ottava edizione.
Il padre Tino, mancato quattro anni fa, nel 1971 con Claudio Schranz, Luciano Bettineschi e Vittorio Bigio, lungo la via Bisaccia-Bramati, ritenuta una delle più difficili del Rosa, aveva tracciato l’invernale al Piccolo Fillar.
Si ripeteva nell’estate successiva con la direttissima alla punta Tre Amici con Claudio Schranz e Vittorio Fattalini.