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Macugnaga, terra di autori. Una montagna di libri

Quando i luoghi e le persone hanno un legame forte e profondo nasce la voglia di raccontare e di condividere cose anche comuni che diventano, però, misteriosamente speciali. L'ispirazione nasce all'ombra del Rosa. 

C'è qualcosa di singolare e straordinario a Est del Rosa, che spinge a guardare con più attenzione, intensità e partecipazione il panorama fuori e dentro di sé e degli altri.

Fenomeno o suggestione? Di sicuro c'è qui qualcosa che appassiona e sollecita un rapporto speciale, che dà più gusto ai pensieri e ai ricordi. Un'ispirazione, e quasi un'esigenza, che accomuna chi questi luoghi vive come chi li ammira, li studia o li racconta.
Qualcuno l'ha scoperto nel tempo e ne è nata spontaneamente l'idea di "fare", per sperimentare la sensazione di portar fuori qualcosa di se (e degli altri) che è bello, appassionante e in fondo ci allevia il peso dell'esistenza.

Sono pensieri, parole, disegni, immagini, irresistibilmente e magicamente connessi ai "luoghi" che ci sono cari anche se non sappiamo perché.

La "produzione" (termine che in questo caso suona assolutamente orrendo) culturale e letteraria di Macugnaga è eterogenea per definizione e per istinto, perché non ha spunti o motivazioni specifiche. E' il frutto di un entusiasmo spontaneo che proprio per questo è genuino quanto fantasioso e coinvolge persone e attività di qualsiasi genere.
Storie, Studi, Documentazioni (ed è naturale) ma poi racconti, favole, immagini, memorie effimere o profonde, fino a un pensiero o un motivo ispirato proprio da questi luoghi.
Macugnaga e la Parete Est del Monte Rosa sono un pilastro della storia delle Alpi e dell'Alpinismo in particolare; questione di orografia (rispetto alle altre Valli che circondano la Cima Dufour) e della sua particolarissima grandiosità. Un territorio sfidante e di sfide, un invito a provarci per misurare e scoprire se stessi. E' come se lo spirito di avventura, che ha animato pionieri ed esploratori, si riflettesse in chi in questi luoghi si impegna e fa esercizio di "fatica" anche se solo di fantasia.
Così, anche un semplice scatto fotografico, uno sguardo più attento, il pensiero di un momento, si fissano nella nostra memoria in un modo più forte e sembra bello provare a trasmetterlo agli altri.
E' difficile spiegare in altro modo lo spirito creativo che sta alla base della produzione di "cultura" legata a questi luoghi, tanto più che (escluse le inevitabili eccezioni) la massa di piccole e grandi iniziative nasce e vive sostanzialmente per amore.
Ci vuole tempo. Macugnaga non è facile, lo splendore del Rosa nelle giornate giuste, le baite incastonate nel paesaggio, persino il clima severo di certe brutte giornate, colpiscono chiunque già alla prima visita, ma è solo spettacolo e stupore.
Lo spirito di questi luoghi è molto più profondo e riservato e, nel tempo, sa come intrecciarsi con la sensibilità di ciascuno e penetrarvi sempre più profondamente, man mano che la frequentazione si prolunga e si sviluppa.
E' lo stesso processo che governa le relazioni fra gli uomini: l'occhiata, il primo sguardo, il saluto, fino alla confidenza; solo che in questo caso ci si confronta non con un proprio simile ma con entità che appartengono a spazi e tempi fuori dalla nostra portata.
La "malattia di Macugnaga" non ha un decorso definito: è impossibile determinare tempi, modalità, frequenze, sintomi; si potrebbe anche dire che non esistono luoghi o "punti" particolarmente infettivi.
Si può cadere vittime del morbo lentamente nel tempo, quasi senza accorgersene, oppure restare fulminati per qualcosa di particolare, specifico e improvviso; di certo i sintomi sono comunque dolci e questo fa si che sono pochissimi i casi nei quali qualcuno pensi magari di proteggersi da questa "influenza".Come nei rapporti umani ci sono le incomprensioni, le crisi di crescita, la comparsa di motivi di frizione (e in un territorio granitico come questo incidono duramente) che, a modo loro, definiscono linee nette e profonde nel rapporto con persone e territorio. E anche questo è un aspetto fondamentale del legame che l'animo crea con questi luoghi; perché quando funziona significa che si è raggiunto l'equilibrio perfetto per intendersi e apprezzarsi reciprocamente.

Detto questo va considerato che non tutti i "malati di Macugnaga" diventano automaticamente attivisti della cultura, come che anche fra gli immuni da questo misterioso morbo non ci siano sinceri e appassionati autori di grande successo. Ma la "montagna di libri" che fa di Macugnaga un fenomeno creativo e culturale raccontano di un territorio straordinario che vuole e merita di essere raccontato.

Farmacia di vanzone

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Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

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