Celebrati i 10 anni del Trails to Freedom e l’amicizia italo-australiana
Lunedì 1 settembre si è conclusa a Macugnaga l’ultima tappa del “Trails to Freedom 2025”, un trekking di 9 giorni e di 100 chilometri organizzato ogni anno da Simon Tancred e Sarah Morgan (Hidden Italy), i quali accompagnano, sulle tracce dei prigionieri di guerra Carl e Paul Carrigan, Ron Fitzgerald, Ron MacIntosh e Lloyd Ledingham fuggiti dopo l’8 settembre dal Campo di Concentramento di Vercelli attraverso i sentieri che conducevano in Svizzera, un gruppo di camminatori australiani o coloro che sono interessati a scoprire questa pagina storica.
Una fitta pioggia ha guidato alla Madonnina del Monte Moro (2.985 metri) il gruppo, il Presidente del CAI Piemonte, Bruno Migliorati, la Guida escursionistica, Diletta Zanella e i nostri redattori, dove davanti alla targa commemorativa, inaugurata lo scorso anno, sono stati ricordati tutti i soldati ANZAC aiutati a fuggire in Svizzera grazie alla solidarietà delle genti alpine. L’occasione è servita per ribadire che anche il vicino Passo di Mondelli (2.886 metri), è stato attraversato dai prigionieri di guerra; come nel caso di Col Booth (papà della ricercatrice Katrina Kittel).
Come da tradizione, la cerimonia è proseguita al Museo della Montagna e del Contrabbando di Staffa, dove è giunta anche una delegazione dell’ “Australian Institute of Sport” di Gavirate: un’istituzione, all’interno della quale collaborano attivamente italiani e australiani per preparare i migliori atleti Aussie in vista delle future competizioni mondiali o olimpiche. Il loro “silenzioso” lavoro ha reso il centro una “home away from home”.
La presenza della loro delegazione ha permesso di festeggiare il decennale dei “Trails to Freedom”, ma anche di creare una forma di partenariato locale tra associazioni italiane e istituzioni australiane con lo scopo di rafforzare l’amicizia italo-australiana. “Le persone che abbiamo conosciuto e le storie che abbiamo sentito ci hanno davvero colpito piacevolmente”, ha commentato la delegazione.
Al museo, dopo gli interventi e i discorsi di benvenuto del Direttore Andrea Delvescovo e di Davide Rabbogliatti (Presidente CAI Macugnaga), erano presenti Daniela Oberoffer nipote del passatore vanzonese Luigi Oberoffer, il quale venne premiato dagli Alleati alla fine della guerra per aver accompagnato e salvato la vita a numerosi giovani soldati ANZAC e Carlo Iacchini che, insieme a suo fratello Felice, ha portato oltre confine australiani e neozelandesi.
Nel gruppo di Simon c’era anche Tim Hawkins, nipote di Robert Dickson e grazie alle ricerche di Katrina Kittel sappiamo che “Robert lavorava nello stato di Victoria (Australia) come portalettere prima della guerra. Era nato nel 1912 ed era quindi uno dei prigionieri di guerra australiani più anziani in Italia. È stato catturato all'inizio di maggio 1941 a Tobruk, con il 2/24º Battaglione, un'unità formata nel Victoria, fuggito da una fattoria del Campo 106 poco dopo l'armistizio italiano del 1943 e si è diretto a nord verso la Svizzera, arrivando il 21 settembre 1943. Una data relativamente precoce rispetto ad altri australiani che hanno raggiunto il confine svizzero. Probabilmente grazie all’aiuto di un ricercatore che visiterà gli archivi del Regno Unito il mese prossimo, spero di riuscire a recuperare il rapporto di liberazione del 1944 di Robert, che potrà fornire ulteriori dettagli sul percorso seguito e sull'aiuto ricevuto dagli italiani”, commenta Kittel.
Tim ha mostrato a tutti i presenti perché ha partecipato a questo trekking: "cammino in ricordo di mio nonno, un soldato australiano, staffetta motociclista, fatto prigioniero durante la guerra e internato prima a Udine e poi a Tronzano Vercellese. Da lì riuscì a fuggire verso la Svizzera, passando per queste montagne. Durante la fuga fu guidato, nutrito e protetto dalla gente di queste valli. Senza la loro generosità e il loro coraggio non sarebbe sopravvissuto. Un grazie di cuore da parte mia e della mia famiglia."
“La storia della fuga di mio nonno è una di quelle che ho sentito raccontare da bambino, da mia madre e da mio zio. Non era qualcosa di cui lui parlasse molto durante la sua vita, ma negli ultimi anni ho sentito il desiderio di capire meglio il suo percorso. Il suo tempo trascorso nelle Alpi Occidentali gli ha ispirato un amore per la montagna che ha conservato per tutta la vita, continuando a sciare e ad arrampicare nelle Alpi australiane anche molto tempo dopo il suo ritorno a casa. Ha trasmesso questa passione ai suoi figli, e loro l'hanno trasmessa ai suoi nipoti”, spiega Tim, “percorrere oggi le stesse valli e montagne che lui attraversò, e vedere la stessa passione nelle persone che vivono qui, è un’esperienza profondamente emozionante. Non riesco a esprimere a parole la gratitudine che io e la mia famiglia proviamo per le famiglie di queste valli, che con coraggio, generosità e competenza guidarono e protessero centinaia di giovani uomini come mio nonno. È stata un’esperienza davvero indimenticabile. Un sentito ringraziamento da parte mia, della mia famiglia, e di tutte le migliaia di australiani che devono la vita alle genti di queste valli”.
All’edizione 2025 hanno partecipato:
- Jane Long (partecipante)
- Timothy Hawkins (partecipante e nipote di POW)
- Tony McGowan (partecipante)
- Grace Tancred (partecipante)
- Kerrie Jordan (partecipante)
- Beverly Prest (partecipante)
- Sarah Morgan (guida)
- Diletta Zanella (guida)
- Simon Tancred (ideatore del trekking)
- Cristiana Crivellaro (AIS)
- Gabriele Pantel (AIS)
- Michael Palic (AIS)
- Mauro Martinengo (Redattore del Rosa e Presidente CAI Novara)
- Luca Magnani (Redattore del Rosa)
- Bruno Migliorati (Presidente CAI Piemonte)
- Giulio Frangioni (Redattore del Rosa)
- Marco Sonzogni (Redattore del Rosa)
- Antonio Bovo (ex Presidente CAI Macugnaga e socio CAI Piedimulera)
- Walter Ferrari (Associazione La Valle del Rosa e socio CAI Piedimulera)
- Dario Inzoli (Redattore del Rosa)
- Daniela Oberoffer (Nipote di passatore)
- Carlo Iacchini (Testimone storico)
- Davide Rabbogliatti (Presidente CAI Macugnaga)
- Andrea Delvescovo (Direttore del Rosa)