L'azienda agricola Madalu vince il premio “Custodi delle Terre Alte”
Domenica 14 settembre a Pecetto (VB) Giuliano Cervi (Coordinatore nazionale Gruppo Terre Alte del Club Alpino Italiano), ha consgenato all'azienda agricola Madalu, il Premio Nazionale CAI “Custodi delle Terre Alte 2025. Voci d’alpeggio, la Montagna che Resiste”.
Alle ore 12.30 dopo l’arrivo della mandria dall’Alpe Pedriola, alpeggio più antico delle Alpi, Luca e Damiano Marta hanno ricevuto la targa “Terre Alte 2025” con la seguente motivazione: per il loro straordinario impegno nella tutela dell’Alpe Pedriola.
“Il nostro è un progetto in corso dal 1991 ed è finalizzato a dare un riconoscimento morale a coloro che con la loro vita e il loro impegno nelle “Terre Alte” contribuiscono alla difesa del territorio e alla conservazione degli aspetti culturali e ambientali delicati e problematici. La scelta, quest’anno, è legata alla situazione di dissesto che purtroppo caratterizza questo territorio, ma vuole anche dare un riconoscimento a loro per la volontà di continuare a mantenere un presidio tra questi monti. La targa simboleggia un monito e un contributo per le Terre Alte”, afferma Cervi.

Dello stesso parere anche Davide Rabbogliatti (Presidente CAI Macugnaga): “non c’è niente di meglio nel vedere questi giovani che hanno la passione e la volontà di mantenere dei presidi in situazioni non facili. Si nota un’attaccamento al territorio che è esemplare e Damiano e Luca sono un esempio. Spero che altre persone seguiranno la loro strada e quello che fanno loro. È un premio prestigioso e la loro candidatura era insieme a quelle di molti altri, perciò il Comitato Centrale ha fatto una scelta di valore che deve essere uno stimolo a continuare e a proseguire su questa strada”.

Infine Luca ha commentato: “desidero ringraziare il CAI per la targa, ma dico che mi piacerebbe che il premio, dato a un’azienda agricola in montagna, serva anche al CAI per ricordarsi quelli che lavorano nelle Terre Alte. Prima della nascita del sodalizio a gestire i rifugi e i soccorsi in montagna erano gli allevatori, i quali hanno iniziato ad ospitare i primi alpinisti e a soccorrerli. Oggi l’Associazione dovrebbe aiutare in tante tematiche che in questo momento stanno opprimendo l’allevamento: i grandi predatori e il latte crudo. Se il CAI aiutasse molti allevamenti rimarrebbero e contribuirebbero in materia della sentieristica. La collaborazione è la migliore sinergia per raggiungere obiettivi comuni”.

Al termine della manifestazione, organizzata dal CAI Macugnaga e patrocinata dal Comitato scientifico del CAI, dall’Intersezionale Est Monte Rosa e dal GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna), è seguita una degustazione, presso la bottega “Dalla Dispensa” di Pecetto, di tre formaggi MADALU accompagnata da miele dell’azienda agricola Albarina, polenta e un bicchiere di vino rosso.