Questo sito utilizza i cookies per poter configurare in modo ottimale e migliorare costantemente le sue pagine web.
Continuando ad utilizzare il nostro sito fornite il vostro consenso all'utilizzo dei cookies.

Cliniche Dental

Donazioni PayPal

Sostieni un giornale libero ed indipendente che vive grazie a volontari, mossi da valori profondi per la cultura alpina. Anticipatamente ti ringraziamo per qualsiasi tipo di donazione.

Amici del Rosa

 

la valle del rosa

 

Forum Tre di Croppo

Tre cime della bassa valle Anzasca, con le loro croci di vetta, illuminano le notti ossolane. Sulla destra orografica dell’Anza, alle spalle del Pizzo Camino la cui croce è stata accesa la prima volta lo scorso 24 ottobre in concorso con la festa di S. Orsa patrona dell’Ossola, si eleva, possente e solitario il corno di Scarpignano a 2267 m. Il Brusoni lo descrive con ”un magnifico panorama che si estende fino ai monti bergamaschi ad oriente”.
Ai suoi piedi il piccolo e discreto villaggio di Anzino con poco più di settanta abitanti. Il locale “Gruppo amici di Anzino” sorto nel 1989, con il patrocinio del comune e l’aiuto di tutte le associazioni del territorio è riuscito nell’impresa di illuminare la croce di vetta alta otto metri.
Il progetto dell’impianto elettrico è stato eseguito dall’ing. Pagliai di Novara e si compone di sette pannelli fotovoltaici che alimentano otto batterie gel con dispositivo per l’accensione sensibile al calore. La luce è prodotta da strisce led per una potenza complessiva di 180 Watt.

L’impianto è stato montato nell’officina della ditta Polimec di Piero Del Ponte e trasportato in quota con l’elicottero. Daniele Cassietti, Tiziano e Dario Titoli, hanno provveduto ad installarlo.
Piero, assiduo e affezionato frequentatore di Anzino dice: “E’ una croce cui siamo molto legati, dedicata in particolare ai numerosi amici scomparsi”.
La prima croce sul corno di Scarpignano fu trasportata a pezzi sulle spalle di volontari e inaugurata l’11 settembre del 1973. Si tenga presente che il sentiero di salita attraverso gli alpeggi di Rondirenco, Cresta e Riale, prevede cinque ore di cammino.
Don Severino che riposa nel piccolo cimitero di Anzino amava dire che “le croci sui monti sono simbolo dei nostri sacrifici e della nostra volontà di redenzione”.
Anche il pizzo Castello, ultimo contrafforte della dorsale che divide l’Anzasca dall’Antrona, con la sua modesta quota di 1607 m, dal 18 agosto, esibisce fino a mezzanotte la sua croce illuminata grazie ad un gruppo di amici di Pallanzeno.
La prima croce su questa panoramica vetta la benedisse Don Longodorni in una bella giornata estiva del 1936 predicando che “la croce in mezzo all’imperversar dei venti e al cozzo delle umane passioni resta spirituale parafulmine”.

Marco Sonzogni