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Dopo aver passato la maggior parte dell’inverno aspettando la neve ecco una serie di precipitazioni che ci traghettano verso l’inizio della primavera. Alla Zamboni è stato rilevato un manto nevoso che rispecchia il trend degli ultimi anni. Luca Sergio di MeteoLive Vco dice: «Se si escludono le due annate eccezionalmente nevose il 2009 e il 2014, la media della neve a terra a inizio primavera è di 129 cm, attualmente se ne misurano 163 cm, quindi siamo oltre tale media. Questo purtroppo non sarà sufficiente per proteggere il ghiacciaio del Belvedere. Il trend delle temperature medie globali stabilisce costanti record per ogni mese o anno che ci lasciamo alle spalle. Se non avremo una primavera e un’estate “fredde” il ghiacciaio del Belvedere e gli altri ghiacciai delle Alpi, potrebbero subire una notevole perdita di massa».

Nel grafico sono riportati i centimetri di neve presente a terra e registrati il giorno 6 marzo di ogni singolo anno presso la stazione di rilevamento installata alla Zamboni (Arpa Piemonte). I dati indicano quanta neve è presente a terra al di fuori della morena destra del ghiacciaio del Belvedere.  Sebbene a questa quota le nevicate sono possibili e abbondanti anche in primavera, è importante sapere quanta neve c’è a protezione del ghiacciaio, in special modo dopo un inverno tra i meno nevosi degli ultimi decenni.
La scarsa nevosità di quest’inverno è rimarcata anche dalle rilevazioni fatte nei pressi del Lago Toggia, alta Valle Formazza - quota 2165 m – il sito più nevoso del Piemonte. Qui nella stagione invernale, mediamente cadono 701 cm di neve quest’anno siamo a circa il 50% in meno, anche se mancano ancora marzo, aprile e maggio.