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Si è spento Claudio Albertini, classe 1950. Presidente del Gruppo Mineralogico Ossolano (e del Cusio – Verbano). Grande esperto di mineralogia. Ha dedicato la propria attenzione prevalentemente all’area del Verbano-Cusio-Ossola, studiandone le giaciture e gli aspetti storici dei siti minerari.
Ricercatore sul terreno di minerali della Valle Ossola e della Binntal (Canton Vallese) ha scoperto numerosi nuovi minerali, fra questi ricordiamo la “pegmatite del bosco” – denominata anche pegmatite Albertini - ad Arvogno, Valle Vigezzo, (uno dei giacimenti più ricchi di terre rare dell’intero arco alpino).
Nel 1985 ha scoperto la “fetiasite” e nel 2014 un’altra nuova specie denominata “albertiniite” in suo onore, trovata nel Vergante, nelle miniere del monte Falò.
Un ulteriore nuovo minerale da lui scoperto è stato recentemente approvato con il nome di plumbofarmacosiderite dalla “Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) of the International Mineralogical Association (IMA)”.

Membro di numerose associazioni ed organizzazioni scientifiche inerenti la mineralogia e le scienze della terra, in Italia, Inghilterra, Canada, Irlanda, Svizzera. Fondatore dell’A.M.I. (Associazione Micromineralogica Italiana). Membro del Comitato scientifico e del Direttivo della FESPEM (Fédération Européenne des Sociétés Paléontologiques et Minéralogiques).
In età giovanile si è occupato di archeologia, in seno al Gruppo Archeologico di Mergozzo, svolgendo, con l’assenso della Soprintendenza alle Antichità per il Piemonte, parte attiva negli scavi archeologici di Carcegna di Miasino, Cireggio di Omegna, Candoglia di Mergozzo, Grassona di Cesara, culminati con la pubblicazione di alcuni lavori sull’argomento. Con le sue indagini sul terreno ha scoperto lo stanziamento dell’età del bronzo di Cireggio di Omegna e il sito archeologico della Torre di Buccione a Gozzano.
Nel 1976, con Alberto De Giuli e Ausilio Priuli, Claudio Albertini nota un architrave medievale a Vignone con segni antropomorfi e alberiformi, anni dopo dalla scoperta di quello che fu identificato come l’«uomo-albero» è nato il logo del Parco Nazionale della Val Grande.
Redattore della Rivista Mineralogica Italiana. Autore dei volumi: “L’Alpe Devero e i suoi minerali” e “Miniere e minerali del Vergante e della Valle d’Agogna”.
Ha inoltre pubblicato moltissimi articoli di mineralogia sulle principali riviste mineralogiche internazionali.
Claudio Albertini è stato un valente collaboratore dell’Associazione Figli della Miniera. Riccardo Cerri, lo ricorda così: «Sue alcune interessanti ricerche su Eugene Francfort, promotore dell’intervento del capitale britannico nello sfruttamento dell’oro del Monte Rosa durante il secolo XIX, che porterà alla formazione di diverse società poi confluite nella Pestarena United Gold Mining Company Ltd».

Veduita della Miniera Pestarena nel 1896