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Cessato allarme nella vicina Saas-Grund dove le 220 persone fatte sfollare sabato sono tutte potute tornare tranquillamente nelle loro case. Il pericolo era costituito dal ghiacciaio del Trift che presentava una massa di ghiaccio che scivolava a una velocità di due metri ogni 24 ore.
Il ghiacciaio è crollato in due riprese. La prima, la più imponente, s’è verificata ieri mattina e la seconda nella notte fra domenica e lunedì. Due crolli che non hanno arrecato nessun danno. Adesso il ghiacciaio del Trift, situato sopra Saas-Grund, non costituisce più alcun pericolo.

Secondo i glaciologhi elvetici il crollo potrebbe essere un effetto ritardato dovuto al gran caldo del mese di agosto. Dell’acqua potrebbe essersi infiltrata fra le rocce e il ghiaccio, eliminando la massa del permafrost e facilitando così lo scivolamento della grande massa ghiacciata.
A detta di Pascal Stoebener, capo della Sezione Pericoli Naturali del Canton Vallese, il ghiacciaio non darà più alcun problema per qualche anno ma resterà comunque sotto osservazione come gli altri ottanta ghiacciai presenti nel Cantone. Il ghiacciaio del Trift era sotto la stretta sorveglianza degli specialisti del Politecnico di Zurigo già dall'ottobre del 2014.
Ora l’attenzione si concentra sul ghiacciaio di Bis che incombe sull’abitato di Randa, nella valle di Zermatt. Un improvviso e rovinoso cedimento potrebbe anche interessare il villaggio vallesano.

(Foto Keystone/Dominic Steinmann)