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Acqua VanzonisTornerà fruibile l’Acqua Vanzonis!
Da Parigi 1900 a Lodi 2017. Una vicenda contrastata, quasi kafkiana quella dell’Acqua Vanzonis. Ma andiamo in ordine, cercando di ripercorrere la sua lunga storia.
L’acqua arsenicale ferruginosa sgorga in Comune di Vanzone con San Carlo dalla Fonte dei Cani, sita all’interno delle antiche miniere d’oro a 1450 metri.
Le proprietà benefiche - Dalle miniere sgorgano numerose sorgenti, con caratteristiche idro chimiche differenziate, alcune delle quali presentano una forte acidità e una elevata mineralizzazione, con presenza di arsenico, ferro e numerosi altri metalli.
L’Acqua Vanzonis è caratterizzata da forte acidità, con valori di PH compresi tra 2.4 e 2.5, ed è indicata in numerose patologie:

  • Malattie della tiroide caratterizzate da iperfunzione e in genere da distiroidismi gravi.
  • Malattie del sangue e degli organi emopoietici. Anemie essenziali, anemie dell’accrescimento, anemie da metrorragia, anemie da malattie pregresse, anemie da anchilostoma.
  • Malattie funzionali e organiche del sistema nervoso, quali nevrosi e nevrastenie.
  • Malattie ginecologiche, quali flogosi subacute e croniche dell’apparato genitale femminile, distrofie vulvari, nevralgie pelviche, amenorree, dismenorree, leucorree associate ad anemia.
  • Malattie dermatologiche quali dermopatie fisiche, chimiche e dismetaboliche, dermatosi, eczemi cronici, atopie, linfatismo, scrofola, acne, psoriasi, lichen e rosacea.
  • Malattie dell’apparato otorinolaringoiatrico.

La scoperta - Croppi e Strologo (1803) indicano in Giovanni Albasini lo scopritore dell’acqua poi identificata anche come “Acqua Nanni” (da Giovanni n.d.r.) Si è tuttavia perso un suo eventuale contributo scritto sulle acque di Vanzone, mentre dello stesso autore sono pervenuti studi sulle acque di Bognanco (1861-1863).
Nel 1836 il dottore ossolano Giovanni Battista Fantonetti ne fece menzione nei suoi scritti. Un articolo anonimo, comparso nella rivista “Il moderato” del 1851, e ampiamente citato dal dottor Attilio Bianchi, 1907, riporta che una prima analisi sommaria di quest’acqua sarebbe stata tentata da Giovanni Antonio Bianchetti di Domodossola, farmacista maggiore dell’ospedale di Venezia. E nel 1845, era stato il Prof. Angelo Abbene del Regio Ateneo di Torino, a farne un’analisi chimica alquanto elementare.
Fu solo nel 1905 che un altro valente chimico ossolano. il Prof. Girolamo Daccomo della Regia Università di Modena, attestò l’indiscutibile utilità terapeutica delle acque arsenico-mangano-ferrose delle Miniere dei Cani”.

Il primitivo uso termale -  Per interessamento del medico condotto di Vanzone, dottor Attilio Bianchi, il 20 dicembre 1906, nacque la “Società Anonima delle Sorgenti Minerali di Vanzone d’Ossola” e in tale anno l’acqua ricevette la medaglia di bronzo all’Esposizione di Milano.
L’acqua, imbottigliata in piccole bottiglie era utilizzata per cure a domicilio. Particolarmente apprezzata e premiata. Dopo Milano ecco, febbraio 1907, la Gran Coppa con Medaglia d’Oro Grand Prix all’Esposizione Internazionale di Igiene ed Alimentazione in Firenze. E poco dopo altri riconoscimenti a Parigi Exposition Internationale d'Alimentation et d'HYgiène ed ancora Roma, Esposizione Internazionale del Lavoro.

Il progetto delle terme di Stresa e VanzoneLe Terme arsenicali di Stresa e di Vanzone - Nel 1908 prese corpo l’idea di condurre a Stresa l’acqua arsenicale di Vanzone. L’acqua avrebbe dovuto essere condotta con una tubazione di gres ceramico fino a Stresa in località Chignolo Verbano, quasi di fronte all’Isola Bella, il punto più affascinante e più ammirato del Lago Maggiore.Progetto molto ambizioso e costoso. Naufragato.

Una nuova società - Il 6 marzo 1909 fu costituita a Milano, presso il notaio Guasti, la “Società Miniere e Acque Arsenicali Ferruginose”, l’ennesimo tentativo di utilizzazione delle acque sgorganti dalle miniere d’oro. Ma il grosso problema restava quello legato al trasporto dell’acqua che doveva essere introdotta in contenitori di vetro rivestiti in legno e poi trasportata in paese per mezzo di una teleferica.

L’hôtel Regina - Nel giugno del 1914 Carlo Cantonetti, in accordo con la “Società Miniere e Acque Arsenicali Ferruginose” inizia la trasformazione del palazzo, già casa di Zaverio Calpini, in albergo, nasce così l’Hotel Regina di Vanzone. Sessanta posti letto dotati di tutti i moderni comfort a cui viene aggiunta un’installazione di bagni arsenicali con le potentissime ed oramai note sorgenti di Vanzone. Dalle note dell’epoca si legge: “V’è pure il riparto bagni ad acqua arsenicale-mangano-ferruginosa superiore certo alle acque di tal genere di Levico e Roncegno…”.
L’iniziativa prende piede. I progetti si ampliano. La “Società Miniere e Acque Arsenicali Ferruginose” progetta la costruzione di tubature di gres o “meglio di robusto vetro” che daranno impulso all’attività e permetteranno poi la costruzione di nuovi alberghi e negozi. Inoltre la Valle Anzasca potrebbe essere percorsa da un trenino elettrico che porterà frotte di turisti…

Il silenzio, l’oblio e la ripresa - Le oggettive difficoltà e la guerra tarparono le ali alle ambizioni termali fino al 1961 quando l’allora Consiglio della Valle Anzasca crea la “S.p.A. Terme del Monte Rosa”, avente come fine la valorizzazione delle sorgenti delle Miniere dei Cani. Nuovi studi idrogeologici, chimici e batteriologici vengono eseguiti e permettono nel 1962, la classificazione dell’”Acqua Vanzonis” come “Acqua arsenicale ferruginosa batteriologicamente pura”.
Nel 1980, la Comunità Montana della Valle Anzasca promuove il simposio “Miniere d’oro e le acque arsenico ferruginose della Valle Anzasca”. Nel 1983, il Comune di Vanzone con San Carlo, affida all’Istituto Studi Alpini Italiani di Domodossola una nuova prospezione, con il compito di rendere nuovamente accessibili le sorgenti della miniera abbandonata. Il “Ribasso compressori” viene nuovamente raggiunto. Le nuove ulteriori analisi chimiche evidenziano la costanza, negli anni, delle proprietà chimiche dell’ “Acqua Vanzonis”.

Claudio Sonzogni , Sindaco di VanzoneLa situazione odierna - L’oggi lo illustra Claudio Sonzogni, sindaco di Vanzone con San Carlo, colui che dello sfruttamento e dell’utilizzazione dell’ “Acqua Vanzonis” ne ha fatto una bandiera. «Entro fine anno l’ “Acqua Vanzonis” sarà reperibile in farmacia. Abbiamo raggiunto un accordo con la multinazionale IBSA Farmaceutici Italia di Lodi. Dopo un secolo la nostra acqua tornerà nelle farmacie. È un primo importante passo. Forniremo all’IBSA 7500 litri il primo anno con la previsione di arrivare a circa quarantamila litri nel terzo anno. Al Comune andrà un euro al litro più 25 centesimi ogni fialetta prodotta. Sono già in essere le autorizzazioni per le malattie dell’apparato locomotore e per uso dermatologico. La società farmaceutica sta seguendo anche l’iter atto ad ottenere le autorizzazioni in ambito otorinolaringoiatrico. L’IBSA ha ottenuto la concessione per cinque anni. Ma l’ “Acqua Vanzonis” potrebbe avere un futuro anche in ambito cosmetico, infatti la società Genico di Ascona (CH) ha da noi ottenuto l’autorizzazione a sperimentare l’uso dell’ “Acqua Vanzonis” in una nuova linea di prodotti cosmetici. Se l’esito sarà favorevole nascerà una linea a marchio “Vanzonis”. Il sogno resta quello legato alla realizzazione di un centro termale, per ora, il prossimo 12 agosto, inaugureremo la “Casa Vanzonis”  e daremo spazio ad un interessante festival musicale estivo».

 

Foto: (c) acquavanzonis.it e Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola