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Teresio Valsesia sul quotidiano “La Stampa” scrive: «Il crollo era stato annunciato, ripetutamente. Ed è arrivato. Una parte del tronco del vecchio tiglio si è staccata dal resto dell’albero finendo a terra e strappando un gancio collocato per evitare la caduta.

A febbraio il Comune aveva sollecitato la Regione per garantire la conservazione integrale della pianta vecchia almeno 500 anni. Si tratta di un esemplare inserito nell’elenco degli alberi monumentali del Piemonte. Il «Vecchio Tiglio» campeggia sulla copertina del volume che illustra una cinquantina di alberi monumentali piemontesi.

Era il simbolo della comunità walser di Macugnaga: sotto le sue fronde si tenevano le assemblee comunali, si firmavano gli atti notarili e si svolgeva una famosa fiera che già nel Cinquecento attirava la gente di tutte le valli del Rosa.

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Foto © Davide Rabbogliatti

Alto dodici metri, il tronco ha una circonferenza di otto. Ma ora si sono ridotti nettamente: una parte ha ceduto a età e mancanza delle cure necessarie.

Alla segnalazione del Comune era seguito un sopralluogo dei tecnici della Regione che però si sono limitati a un intervento molto superficiale.

La falla che si è aperta mette ora in pericolo anche la parte dell’albero che si presenta ancora sana, come conferma la fioritura delle prime gemme avvenuta nei giorni scorsi.

Fortunatamente un intervento radicale era stato fatto una ventina d’anni fa quando il tiglio sembrava in uno stato comatoso: era stato salvato da un team della Regione diretto da Francesco Grisoni.

Il tronco è cavo a causa dell’età e della carie del legno. Questo complica la situazione e richiede cure serie.

Ora attraverso l’ampio squarcio appare l’interno del tronco, contornato da grandi bitorzoli che sostengono la parte in vita. Davanti penzolano, inservibili, i cavi che avrebbero dovuto sostenerlo».

Sempre Valsesia e sempre su “La Stampa” ha scritto:

«Il tiglio di Macugnaga è alto 12 metri e il tronco ha una circonferenza di oltre 8 metri. È completamente cavo a causa della carie del legno e, quindi, non è stato possibile stabilire con esattezza la sua veneranda età attraverso l’esame al carbonio. Ma una perizia, sulla base di comparazioni con i pochi alberi simili esistenti in Europa, ha ipotizzato un’età di almeno 500 anni. Del resto appariva già maestoso nei disegni dei primi viaggiatori inglesi di due secoli fa. Ma all’inizio del Novecento è stato decapitato da una bufera e da allora le intemperie ne hanno consumato l’interno. Vent’anni fa sembrava destinato a morte certa, ma le cure di un team regionale, diretto da Francesco Grisoni, gli hanno ridato vitalità.

Il tiglio sorge accanto alla chiesa primitiva e al cimitero di Macugnaga, che ospita una sezione dedicata agli alpinisti che hanno perso la vita sul Rosa. All’ombra del tiglio si tenevano anche le assemblee dei capifamiglia e nel Cinquecento un’importante fiera, a cui partecipavano le genti di tutte le valli del Monte Rosa. Molti rogiti sono stati «vergati» ai suoi piedi, anche se alcuni notai del tempo l’hanno scambiato talvolta per un olmo. Errore che peraltro succede ancora oggi.

La storia ma anche i miti si sono tramandati attorno all’antico tiglio. Secondo una leggenda, questo imponente albero era abitato dai Götwiarchjini, «buoni lavoratori», folletti che dispensavano preziosi consigli di sopravvivenza alle genti del luogo».

Grande successo per l’edizione 2018 del Calendario edito da “IL ROSA”

Le splendide immagini del Monte Rosa sono state molto apprezzate ed hanno ottenuto ottimo riscontro fra i lettori ed i frequentatori di Macugnaga e della Valle Anzasca.
Mentre in redazione stiamo già pensando all'edizione 2019vi ricordiamo che ne restano pochissime copie a disposizione di coloro che vorranno tenere il pregevole calendario nella loro personale collezione. Spedizione postale con raccomandata contrassegno euro 20 inviando la richiesta via mail a: redazione@ilrosa.info 
Calendario Il Rosa 2018