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Domenica 30 aprile sarà presentata al pubblico, inaugurata e benedetta dal parroco don Giorgio Andreotti, la “Cripta secolare” sita sotto l’attuale gradinata di fronte al piazzale del Santuario del Croppo. La Cripta, meglio conosciuta come “la Capéla dla pòsa” è ricca di un misterioso fascino.

La storia la racconta Diego Tonietti: «Si narra che nei lunghi inverni di un tempo, nel caso di intense nevicate, non era possibile trasportare i morti fino al cimitero cristiano di Pietrasanta (l’attuale Pieve Vergonte n.d.r.) per una degna sepoltura pertanto questo luogo veniva utilizzato come obitorio. Era pure una sosta per i cortei funebri provenienti da Macugnaga o dagli altri paesi siti a monte. Le salme, con molto rispetto, venivano poste in questa cappella sotterranea, appunto "La Capéla dla pòsa" i portantini e il resto del corteo potevano rifocillarsi nella vicina casa che allora era osteria».
Gli abitanti della frazione Croppo, civilmente cittadini di Ceppo Morelli ma religiosamente appartenenti alla parrocchia di Vanzone, si sono uniti ed hanno alacremente lavorato per riportare alla luce questo singolare angolo storico della vita anzaschina.
Nelle note storiche del Bianchetti si legge: “Al Croppo, prima del 1610 vi era solo una cappelletta, dove il 2 giugno di quell’anno si trovava la salma del curato di Bannio, Bartolomeo Cagnola assassinato da un chierico in seguito ad una animata disputa”.
La salma si presume che sia rimasta nella Cripta in attesa delle pratiche e delle cerimonie che sarebbero seguite.
“L’oratorio dedicato alla Natività di Maria SS. Con sacrestia e campanile, appare nell’inventario redatto il 17 dicembre 1617 dal curato Magno… “
Il Santuario del Croppo, dedicato alla Natività di Maria Bambina ha sempre esercitato un forte richiamo per le genti d’Anzasca, per la loro fede e le loro tradizioni religiose.
Ma anche i ladri sacrileghi hanno fatto, più volte, visita al Santuario depredandone preziosi arredi e anche il mastodontico portone in noce. Le cronache raccontano: “Nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 1982 il Santuario ha ricevuto per la sesta volta la visita dei sacrileghi saccheggiatori. Fra l’altro hanno rubato il gioiello costituito dalla porta centrale in noce, scolpita a mano e recante la data 1624 e poi all’interno hanno rubato otto banchi sempre in noce, due porte interne, l'armadio della sacrestia ed oggetti vari di considerevole valore artistico ed affettivo”.
Immediata la reazione positiva degli abitanti di Croppo supportati da molti altri volontari. Subito è intervenuto Aldo Pinaglia che ha provveduto alla chiusura provvisoria del Santuario. Poi tutti al lavoro per la ricostruzione della porta ed il rifacimento interno. Luigi Tabachi si è proposto per la realizzazione del nuovo portone, anche in noce, ma semplice e senza sculture, mettendosi subito all’opera nel proprio laboratorio. Giovanni Zanni si è proposto per la ricerca di un abile scultore, identificato in Enrico Papa di Albo di Mergozzo. Sull’onda della partecipazione popolare si sono uniti ai diversi lavori: Gian Franco Novellini, Battista Carelli, i fratelli Emidio e Giuliano Rainelli, Ferruccio e Roberto Bettineschi, Giovanni Olzer e Giovanni Carelli. Il legname, noce anzaschino, è stato fornito, ad un prezzo modico, da Silvio Chiarinotti di Barzona mentre i quattro pannelli centrali sono stati donati da Remo Fantonetti di San Carlo. Da parte sua Alessandro Zanni, grazie alle vecchie fotografie in suo possesso, ha fornito l’esatto ingrandimento della vecchia porta per cui lo scultore è riuscito a riprodurre fedelmente l’antico capolavoro. Il fabbro Angelo Favero ha realizzato e donato tutta la parte metallica per la nuova porta. La serratura di sicurezza è stat offerta dalla ferramenta Gioria & Panizza di Borgomanero.
Nel frattempo i fratelli Egidio e Mario Sandretti hanno sistemato le parti murarie mentre il fratello Giacomo ha sapientemente curato l'abbellimento e le decorazioni interne.
Dal canto loro le signore Sandretti hanno dato vita ad una raccolta fondi che ha permesso la raccolta di poco meno di due milioni di lire.
Il Santuario del Croppo, dedicato alla Natività di Maria Bambina, ha riacquistato il suo antico splendore senza mai perdere l’affetto degli anzaschini e l’otto settembre 2016 è stato inaugurato il nuovo portone artistico.
L'abate Antonio Stoppani, ne “Il Bel Paese” del 1876 scriveva: «Da documenti storici si riscontra che nel 1617 la chiesa del Croppo era già costruita interamente anche nel portico e nel suo caratteristico campanile che ha per sfondo il massiccio del Monte Rosa e per compagno di bellezza il tiglio, "la multisecolare meraviglia” della Valle Anzasca».
Appuntamento al Santuario del Croppo, domenica 30 aprile alle ore 15.00, S. Messa celebrata da don Giorgio Andreotti a seguire benedizione e inaugurazione della ristrutturata “Cripta secolare” o “Capéla dla pòsa” che dir si voglia.

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Le foto dell'articolo sono degli amici della Valle del Rosa