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Preceduta da un concerto di campane a distesa, si è svolta domenica 22 gennaio, la festa patronale a Calasca con un bel sole che ha mitigato le persistenti gelide temperature.

Questa ricorrenza, che affonda le radici nella notte dei tempi, è molto sentita dalla popolazione calaschese che la onora con l’assidua partecipazione di pubblico e figuranti. Un buon numero di loro nelle vesti dei frati di San Antonio Abate, patrono di Calasca, ha preceduto nella processione la statua del santo, protettore degli animali domestici. Secondo la leggenda nella notte del 17 gennaio, data in cui ricorre la festa di Sant’ Antonio, viene loro concessa la facoltà di parlare. Tre asinelli carichi di offerte, alcuni agnelli e conigli, hanno condotto la processione accompagnata dai brani del Premiato Corpo Musicale di Bannio.
Nella gremita “cattedrale tra i boschi” era stato allestito un alto abete carico di doni.
La festa patronale associa aspetti religiosi, folcloristici e tradizionali.
Molti giovani, insieme ad alcuni bambini, si impegnano come figuranti e questo è di buon auspicio per il prossimo futuro.

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(Testo e foto di Marco Sonzogni)