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11-01-2016 – MACUGNAGA – Dai famosi e tanto discussi “cerchi nel grano” siamo arrivati ai “cerchi nel ghiaccio” che si sono prodotti nel Lago delle Fate. Senza cadere nel sensazionalismo proviamo, con l’aiuto di Luca Sergio, direttore di MeteoLiveVco, a capire la situazione che si è venuta a creare. Grazie alle moderne tecnologie installate da MeteoLiveVco in Val Quarazza, è possibile visualizzare il processo di glaciazione del Lago delle Fate. «Tramite la webcam - racconta Luca Sergio - abbiamo notato che sulla superficie si formano dei buchi, contornati da aloni. Nei primi giorni di gelo erano stati notati anche dei cerchi, poi ricoperti dalle nevicate successive».

Ma come e perché si formano tali cerchi?
Diversificati i casi e tante le ipotesi.
«Dal fondo sabbioso del lago, - prosegue Luca Sergio - fuoriescono delle bollicine che risalgono in superficie e creano nella sabbia dei piccolissimi “vulcani”. Queste bollicine  salendo, riscaldano la superficie dell’acqua rendendola meno avvezza al congelamento. Le temperature non eccessivamente fredde hanno inizialmente permesso questo fenomeno, ma lo scorso 5 gennaio, un abbassamento delle temperature e delle nevicate più consistenti hanno modificato l’aspetto del Lago delle Fate ricoprendolo quasi interamente e dando vita ai cerchi nel ghiaccio. Probabilmente dove prima le bollicine riuscivano a non far gelare il ghiaccio ora si spostano tutte scorrendo sotto la superficie gelata verso altri buchi.
Il 6 gennaio è stata una bella giornata e intorno ai buchi nel ghiaccio si sono formati degli aloni di forma circolare.
Il giorno 7 ha ripreso a nevicare e i cerchi nel ghiaccio hanno iniziato a resistere meglio quelli che probabilmente sono più riforniti di bollicine che ne tengono la temperatura sopra la soglia del congelamento.
Il giorno 8 assistiamo ad un nuovo fenomeno. I buchi nel ghiaccio assumono una forma a “stella”. Ma come è possibile?
Il giorno 9 la neve superficiale si trasforma in ghiaccio e osservando il Lago si notano altri piccoli cerchi generati da altre piccole sorgenti sul fondo che non sono più riuscite a non far gelare l’acqua e gli aloni circolari, intorno al buco più grande, risultano sempre a forma di stella».

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Grande successo per l’edizione 2018 del Calendario edito da “IL ROSA”

Le splendide immagini del Monte Rosa sono state molto apprezzate ed hanno ottenuto ottimo riscontro fra i lettori ed i frequentatori di Macugnaga e della Valle Anzasca.
Mentre in redazione stiamo già pensando all'edizione 2019vi ricordiamo che ne restano pochissime copie a disposizione di coloro che vorranno tenere il pregevole calendario nella loro personale collezione. Spedizione postale con raccomandata contrassegno euro 20 inviando la richiesta via mail a: redazione@ilrosa.info 
Calendario Il Rosa 2018